Il primo profumo sarà ancora quello del mare. Il pesce continuerà ad accogliere i clienti appena varcato l’ingresso di via Cocco Ortu, proprio come è accaduto per generazioni di cagliaritani. Sopra i banchi storici nascerà un mercato senza barriere architettoniche, attraversato dalla luce naturale di una grande corte centrale, con ascensori, impianti di ultima generazione e un piano interrato dove le merci viaggeranno lontano dagli occhi dei clienti. Ecco il futuro mercato di San Benedetto, destinato ad inaugurare entro la fine del 2027. In questi giorni le ruspe stanno cancellando il corpo centrale l’edificio che per oltre sessant’anni ha rappresentato il cuore della spesa in città.
“Rivoluzione”
Non sarà soltanto bello da vedere il nuovo mercato (all’esterno torneranno i tradizionali mattoncini rossi attorno alle pareti): dietro San Benedetto c’è un progetto nato per eliminare tutti i limiti che avevano accompagnato lo storico edificio. Accessibilità, logistica, sicurezza, impiantistica e organizzazione degli spazi. «Realizziamo una nuova struttura che conserva l'identità e rende il mercato finalmente all'altezza delle esigenze di oggi e di domani», dice l’assessore alle Infrastutture Yuri Marcialis. «La distribuzione degli spazi riprenderà quella storica, con la pescheria che continuerà a rappresentarne il cuore, mentre una corte centrale garantirà luce naturale agli ambienti interni, migliorandone la qualità e la fruibilità. Ma la parte più importante sarà quella che non si vedrà: strutture completamente nuove, impianti moderni, box modulari progettati insieme agli operatori, maggiore efficienza energetica e una copertura dotata di impianto fotovoltaico», aggiunge.
Il dettaglio
A cambiare sarà soprattutto il modo di vivere gli spazi. L’edificio avrà sei accessi, quattro principali e due secondari, distribuiti tra le vie Bacaredda, Pacinotti, Cocco Ortu e Tiziano. Tutti gli accessi saranno completamente privi di barriere architettoniche e una rete di nuovi ascensori collegherà ogni livello, fino alla terrazza che sarà parzialmente coperta con pannelli fotovoltaici (che serviranno anche ad alimentare la struttura) e ospiterà spazi (piccoli box, questa è l’idea) dove i concessionari, magari il pomeriggio e la sera (anche questa è una ipotesi) potranno cucinare i propri prodotti e servirli come aperitivo e degustazione a cagliaritani e t uristi. Niente ristoranti, quindi. Il cuore sarà una grande corte interna che separerà i quattro settori di vendita. Non avrà soltanto una funzione estetica: consentirà infatti alla luce naturale di raggiungere anche le aree centrali dell’edificio, migliorando la qualità degli ambienti e rendendo il mercato più luminoso e accogliente. Infine, l’anello dove prima c’erano pedoni, auto e bancarelle continuerà a essere un’area mista, dove continueranno a transitare le auto e i pedoni, con un numero inferiore di parcheggi, destinati nei giorni di apertura del mercato a stalli rosa, disabili, mentre nelle ore di chiusura del mercato a chiunque (verosimilmente dando priorità ai residenti), con nuovi spazi dedicati ai commercianti ambulanti e aree verdi. «Consegneremo un mercato funzionale e completamente accessibile, senza le barriere architettoniche che caratterizzavano la vecchia struttura», sottolinea l’assessore alle Attività produttive Carlo Serra. «Investire sul mercato di San Benedetto significa investire nel commercio di prossimità, nelle attività storiche, nelle produzioni locali e in un modello di città in cui i mercati continuano a essere luoghi di comunità e socialità, in un’epoca in cui le piccole botteghe fanno fatica a resistere».
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