Carbonia.

«La rinascita? È sempre possibile» 

Gruppo di volontari in azione per aiutare le persone in difficoltà 

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«A Carbonia siamo una piccola comunità, troviamo inaccettabile che non ci si possa organizzare per fare tutti la propria parte e dare una mano a chi resta indietro per le più diverse ragioni. Ecco perché, pur non avendo grossi mezzi economici, abbiamo deciso di metterci in gioco per quella che riteniamo una rinascita possibile in un territorio che vive una crisi che sembra senza vie d’uscita». Sono le parole con cui Sergio Pira ha scelto di raccontare il percorso dell’associazione “La Rinascita” che con Mariano Zicca e un nutrito gruppo di volontari ha fondato a Carbonia in aiuto di chi non ha un tetto, di chi ha perso il lavoro, di chi è anziano e non ha figli su cui contare, dei sofferenti psichici e di chiunque, in sostanza, viva una situazione difficile.

La missione

«Vorremmo ispirare una rinascita “collettiva” – sottolinea Sergio Pira – perché sono troppi i campi scoperti del bisogno. L’ultimo caso di cui ci siamo occupati è quello di un anziano di 88 anni che vagava per Carbonia senza sapere dove andare. Rimarrà con noi sino a quando non si troverà una soluzione. In questo caso ci siamo mossi in collaborazione con i Servizi sociali e abbiamo messo a disposizione il nostro b&b dove già ospitiamo due persone con altre problematiche, una in attesa di trapianto che non può vivere sola perché dopo l’intervento avrà bisogno di sostegno e un sofferente psichico che riteniamo abbia necessità di socializzare fuori da un contesto medico». L’obiettivo non è la pura beneficenza ma il sostegno a chiunque chieda aiuto: «Ci sono casi di bisogno che non sempre sono legati all’indisponibilità economica – precisa Pira – noi siamo disponibili in primis per chi è senza mezzi, ma anche per chi semplicemente ha bisogno di “comunità”». Gli anziani, ad esempio, soprattutto quelli senza una famiglia intorno, sono una categoria “debole”: «Noi siamo a disposizione per accompagnarli per una visita medica, per la spesa, per la compilazione di un modulo on line e per tutte le altre incombenze – aggiunge – un supporto gratuito per chi non ha mezzi, che vorremmo incrementare con l’acquisto di un pulmino, che ora svolgiamo con il nostro mezzo. Ma siamo disponibili anche per chi, pur potendo pagare la benzina, non ha l’auto o ce l’ha e non può guidare. L’associazione non prende nulla, c’è una sorta di aiuto-aiuto diretto col volontario che si mette a disposizione. Poi se qualcuno vuole contribuire con una donazione all’associazione quel contributo lo usiamo per reperire beni di prima necessità. Siamo anche in contatto con lo Sportello sulcitano che intercetta le situazioni di bisogno e a queste rispondiamo».

Le inziative

L’assenza di lavoro è un problema a cui è difficile dare una mano, «ma abbiamo deciso di ideare una serie di corsi che teniamo in casa, di cucina o di artigianato, dove diamo i primi rudimenti di mestieri per i quali ci si può proporre». I corsi hanno un duplice obiettivo: «Imparare un’arte e insieme socializzare perché sappiamo quanto può essere importante l’interazione tra più mondi. Sappiamo quanto preziosi possono essere i risultati». Un esempio? La messa a disposizione di beni inutilizzati che possono diventare risorse per tutti: «È il caso di una nostra volontaria che possiede un chiosco inutilizzato in via Nuoro – spiega ancora – ce lo ha donato e lo abbiamo ristrutturando a nostre spese. Da domani diventerà un punto di distribuzione gratuita di alimentari e beni di prima necessità per le persone bisognose. che acquisteremo o riceveremo in donazione. La rinascita, per essere concretizzata, ha bisogno dell’aiuto di tutti».

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