Villacidro-Sanluri.

La provincia c’è, ma non le targhe 

Appello a Mattarella: «Per ripristinare la sigla VS manca solo la sua firma» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Da oltre un anno una ventina di imprenditori del Medio Campidano vivono una situazione paradossale: hanno acquistato nuovi mezzi di trasporto, con massa superiore a sei tonnellate, ma non possono utilizzarli. I veicoli sono bloccati nei garage perché è impossibile immatricolarli: tutta colpa del cambio di sigla della rinata provincia, da SU (Sud Sardegna) a VS (Villacidro-Sanluri). La vicenda ha assunto i contorni di un’emergenza economica, tant’è che ad aprile il sindaco-consigliere provinciale, Emilio Serra, e l’altro ieri la presidente del Consiglio, Maura Boi, hanno rivolto un appello al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, implorando lo sblocco amministrativo.

L’appello

Nella lettera inviata al Quirinale, Boi scrive: «Il Medio Campidano è un’area geografica ferita da storiche fragilità economiche. La comunità laboriosa, però, chiede di poter lavorare. Non vogliamo sussidi, solo il diritto fondamentale a produrre e operare». L’intero Consiglio sottolinea che «la burocrazia sta mettendo in ginocchio imprese che hanno creduto nel futuro del territorio investendo risorse significative». Serra aggiunge: «Sono stato a Roma. Dopo tutti i passaggi in commissione Trasporti della Camera, il 2 aprile ho scritto alla Presidenza della Repubblica per un intervento risolutivo. Nulla si è smosso. Il territorio attende una risposta, gli imprenditori continuano a subire danni. C’è chi ha venduto il mezzo per limitare le perdite. Se la situazione non dovesse cambiare ci faremo sentire oltre i canali istituzionali, schierati al fianco degli imprenditori e dei cittadini».

La sigla

La questione risale al primo giugno 2025, con i ritorno alla piena operatività della Provincia del Medio Campidano, precedentemente Sud Sardegna. Il nuovo Consiglio, insediato il 29 settembre, ha approvato la proposta della nuova sigla automobilistica e ha trasmesso l’atto al ministero dei Trasporti per l’avvio dell’istruttoria necessaria al decreto del Presidente della Repubblica. Da allora, però, tutto si è fermato. Nel frattempo non cessa la protesta silenziosa degli imprenditori interessati, la maggior parte di Villacidro , Guspini , Sardara , Arbus , Serramanna e centri della Marmilla. Storie diverse, denominatore comune: «Stiamo sborsando di tasca molti soldi per una firma su un foglio di carta, manco dovessero costruire un grattacielo». C’è chi ha investito cinquecentomila euro per acquistare un nuovo mezzo e si è visto costretto a noleggiare un camion; chi pensa alla trafila burocratica che impone di ripresentare i documenti (trascorsi sei mesi non sono più idonei per verificare cosa trasportano) e c’è chi paga le rate per tenere il mezzo fermo. Enrico Congiu di Arbus: «È passato più di un anno, abbiamo sperato in una soluzione non pretendo immediata, ma in tempi brevi. Presidente Mattarella, se il problema è una firma ci venga incontro, gliene saremo grati».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi