Via Pergolesi.

«La pista ciclabile uccide il commercio» 

Via ai lavori ma cresce la protesta: raccolte 300 firme contro il progetto  

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Prima il sit-in, poi la raccolta firme. Ieri sono iniziati i lavori per la costruzione della pista ciclabile in via Pergolesi, ma il malcontento di commercianti e residenti non si è fermato. Anzi. Nel tratto che incrocia via San Benedetto è stato rimosso l’asfalto, mentre le 300 firme raccolte da chi vive e lavora in zona non hanno ancora ricevuto risposta da Comune e assessori competenti. E le proteste aumentano.

Il silenzio

«Abbiamo chiesto la sospensione dei lavori e un confronto con il sindaco e gli assessori, ma non abbiamo ricevuto risposta», dice Alessandro Aturri, titolare di Alex Caffè. «I lavori sono iniziati oggi (ieri ndr), dopo dieci giorni di divieti di sosta segnalati con cartelli senza alcun preavviso». La preoccupazione principale è quella della clientela: «Calerà inevitabilmente, non ci sarà più passaggio di persone che possono fermarsi anche solo per una consumazione o un acquisto veloce». C’è anche un problema legato alla sicurezza, secondo Aturri: «Servirebbero invece dei dossi per le macchine che qui sfrecciano ad alta velocità». Un’altra critica è quella dei parcheggi che diminuiranno sostanzialmente: «A Cagliari non ne vengono creati abbastanza».

I tempi

Jaqueline Sesti, della gioielleria Capodoro, conferma il dato sulle firme raccolte: centottanta soltanto nelle prime due ore, fino ad arrivare a trencento. «Abbiamo mandato tutto al sindaco per ottenere un appuntamento». Tra i problemi segnalati anche le pensiline del pullman che fuoriescono sul nuovo tracciato. «A meno che non debbano rifare i marciapiedi. Anche per questo vorremmo conoscere il progetto». La commerciante si dice favorevole alle piste ciclabili «ma in zone dedicate», e cita il caso di via Dante e via Petrarca, dove i pullman sono costretti a salire sul marciapiede. «O si fa una cosa bene, o meglio non farla».Per Anna Rita Melis, titolare di Cipria Profumeria, il momento è il peggiore possibile. «Ci blocca proprio a giugno, l’inizio della stagione, soprattutto per chi vende abbigliamento». Il timore principale riguarda i parcheggi: «Mezz’ora solo per riuscire ad arrivare a lavoro diventa un problema. E non sappiamo come potranno passare i mezzi pubblici e le ambulanze».

I problemi

Giuseppina Codias ha 84 anni e racconta quelle che saranno le sue difficoltà quotidiane: «Quando verranno a prendermi non si potranno neanche fermare in macchina per via dei problemi di viabilità che ci saranno». Codias è una residente storica del quartiere: «La situazione sarà tragica. Chiuderanno i negozi e la via sarà meno sicura». E sull’utilità delle piste ciclabili è categorica: «In via dei Conversi qualcuno ci fa la corsetta, ma non ho mai visto un ciclista».Dello stesso avviso Massimo Coiana che lavora nella via: «Io sono contrario alle ciclabili, perché Cagliari non è dimensionata per accoglierle. Ce ne sono già troppe e spesso sono inutilizzate. Non siamo, per esempio, né a Parma, né a Padova».

L’ottimismo

Ma non tutti condannano totalmente il progetto. Francesco Lai, residente della zona, è più cauto e chiede tempo: «Bisogna vedere come sarà quando finiranno i lavori». Ma il dubbio resta: «Altre strade sono diventate lente per via delle ciclabili. Si elimineranno alcuni problemi ma ne nasceranno altri».

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