Calamosca.

La Paillote ora rischia la demolizione 

Battaglia legale sullo stabilimento. La Regione: scaduta l’autorizzazione per l’utilizzo dell’area 

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Esplode la battaglia giudiziaria sulla richiesta dalla società “Corso Dodici srl” di sanare alcuni abusi presenti nello stabilimento-ristorante la Paillote di Calamosca. Dopo la risposta del Comune che ha negato il condono e dopo un provvedimento interdittivo firmato il 24 dicembre scorso dal Dirigente del Servizio Edilizia Privata, i giudici del Tar Sardegna hanno respinto l’istanza cautelare della società che chiedeva di sospendere la determina. Non solo. Per la Regione sarebbe pure scaduta l’autorizzazione all’utilizzo dell’area da parte dei privati, dunque potrebbe rivolgersi al Tribunale per rientrare in possesso dello spazio in riva al mare che la società “Cor.sa” ha affittato alla “Corso Dodici”.

La battaglia

A presentare i ricorsi ai giudici della Prima sezione del Tribunale amministrativo è stato l’avvocato Silvio Pinna, per conto della società, mentre il Comune è stato difeso dall’avvocata Simonetta Garbati e la Regione si è costituita con i legali Roberto Silvio Murroni e Floriana Isola. Già in data 12 dicembre 2025 il Comune aveva comunicato che c’erano dei «motivi ostativi» che impedivano il condono delle opere realizzate senza autorizzazione. La scorsa Vigilia di Natale, constatato che non si poteva fare la sanatoria, gli uffici dell’Edilizia Privata avevano notificato «l’obbligo di rimozione degli effetti dell’attività edilizia intrapresa». Da qui il ricorso al Tar.

L’ordinanza

I giudici amministrativi hanno ritenuto che la documentazione fornita non consentisse di prevedere il probabile accoglimento del ricorso di merito, visto che «il titolo negoziale che consentiva alla ricorrente l’utilizzo del compendio risulta pacificamente scaduto, secondo quanto previsto negli accordi intercorsi con la Regione». A quanto pare l’autorizzazione era stata concessa sino al termine della stagione scorsa (fine ottobre). «L’amministrazione regionale, proprietaria del bene», si legge nella decisione, «ha formalmente comunicato al Comune la sopravvenuta inesistenza in capo alla ricorrente di qualsivoglia titolo di detenzione o disponibilità giuridicamente qualificata dell’immobile». Per il Tar la sospensione del provvedimento «determinerebbe la protrazione dell’utilizzo del bene pubblico in assenza di titolo». Da qui la bocciatura dell’istanza cautelare, a cui però la difesa potrà fare appello. Ma se la Regione, che rivendica il passaggio della proprietà di quell’area dal Demanio marittimo sotto il proprio controllo, punta a sfrattare la Paillote dovrà comunque rivolgersi al Tribunale: la società che l’ha data in affitto alla “Corso Dodici” da sempre nega quel passaggio e rivendica la validità della sua concessione demaniale.

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