Una discussione nata durante un gioco tra amici e che sembrava finita lì, al termine della partita, senza ulteriori conseguenze. Ma un diciassettenne si è legato al dito quanto avvenuto con un ragazzino più piccolo di lui di un anno e, quando lo ha incontrato nuovamente, nelle strade di Decimomannu, lo ha minacciato di morte, impugnando un machete. Per fortuna chi stava assistendo alla scena, avvenuta mercoledì sera, ha preso la decisione giusta: chiamare il 112 permettendo così ai carabinieri della stazione di intervenire immediatamente, prima che la situazione potesse degenerare.
Quando i militari, in pochi secondi, hanno raggiunto il centro di Decimomannu, i ragazzi erano ancora lì. Il diciassettenne ha gettato l’arma – questa la ricostruzione degli investigatori – e tentato la fuga. Bloccato e identificato, è stato denunciato per minacce aggravate e porto illegale di strumenti atti ad offendere. Del caso ora si sta occupando la Procura per i minorenni. Il machete, descritto come arma con lama dalle dimensioni considerevoli, è stata sequestrata. Per la sindaca Monica Cadeddu si è trattato di «un fatto deplorevole ma isolato».
Lo scontro
Su quanto accaduto c’è il massimo riserbo perché vede coinvolti due minorenni. Per ora c’è la prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Decimomannu che hanno identificato i ragazzi, sentito le loro versioni e quelle degli altri testimoni presenti, anche per verificare se le cose siano andate realmente così o se dietro le minacce con il machete ci possano essere altre motivazioni. All’origine dello scontro ci sarebbe stata una discussione nata durante un gioco e su una decisione non condivisa. I toni si sarebbero accesi e sarebbero volate anche parole pesanti. Questo, secondo l’ipotesi avanzata dai carabinieri, avrebbe portato il diciassettenne ad armarsi di machete per minacciare il rivale, poco dopo, incontrato nelle vie della cittadina.
Alcuni testimoni hanno sentito le minacce particolarmente gravi e visto l’arma, chiedendo prontamente l’intervento delle forze dell’ordine ed evitando così che la discussione potesse degenerare e finire in sangue. I militari dopo l’identificazione dei due, la denuncia del ragazzo più grande e il sequestro del machete (si sta cercando di capire la provenienza) hanno riaffidato i due minorenni alle rispettive famiglie.
Nessun allarme
La sindaca di Decimomannu è stata informata di quanto successo. «Sono dispiaciuta per questo episodio», spiega Cadeddu, «e cercheremo di capire come sia potuto accadere. Ma posso dire di non essere preoccupata perché non abbiamo problematiche particolari tra i nostri ragazzi. Quanto successo dunque è davvero un caso sporadico». La collaborazione tra Comune, scuole e forze dell’ordine è ben salda: «Insieme agli istituti scolastici e ai Carabinieri della stazione abbiamo avviato diversi progetti contro il bullismo e contro ogni forma di violenza. La tematica del rispetto alla legalità è al centro di altre iniziative. Sappiamo che il fenomeno del disagio giovanile è presente in tutto il territorio nazionale e maggiormente marcato nei capoluoghi e nelle città. Per fortuna da noi questi fatti sono rarissimi e dunque, seppur da tenere in considerazione, non ci spingono a mettere in campo misure ulteriori misure o iniziative».
Contesto sociale
Quanto accaduto mercoledì sera viene considerato un incidente quasi unico in un contesto dove non si registrano particolari emergenze tra i giovani. «Sempre osservando e analizzando i fatti che avvengono nel resto d’Italia non si può inoltre associare episodi di violenza con determinati contesti sociali, magari degradati», conclude la sindaca. «Le cronache ci raccontano storie che vanno spesso nella direzione opposta».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
