La nuova guerra inverte le parti, almeno quanto al flusso delle forniture di armi: Kiev si prepara ad armare Washington. «Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli “shahid” (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria – ha scritto ieri il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su telegram - L’Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all’Ucraina!». Poco dopo ecco la replica di Donald Trump: «Accetto qualsiasi tipo di assistenza da qualsiasi Paese», ha detto in un’intervista alla Reuters, poi postata sul suo sito».
Una schiarita nel rapporto Washington-Kiev, se si considera che poche ore prima Trump aveva detto in un’intervista a Politico: «Zelensky deve darsi da fare e deve raggiungere un accordo. Penso che Putin sia pronto a raggiungere un accordo», per poi sottolineare che il leader ucraino non sta mostrando sufficiente volontà di negoziare. «Non ha le carte in regola. Ora ne ha ancora meno».
Ben diversa la sintonia nella telefonata di Zelensky con Giorgia Meloni. Il colloquio, informa Palazzo Chigi, «ha permesso un approfondito scambio di vedute sullo stato di avanzamento del processo per il raggiungimento di una pace giusta e duratura per l’Ucraina e sui prossimi passi da compiere, anche alla luce degli attuali sviluppi della crisi in Medio Oriente. I due leader hanno ribadito quanto, soprattutto in questa fase, sia indispensabile l’unità di vedute tra partner europei e americani e il riconoscimento del contributo europeo al processo di pace, il cui esito tocca interessi europei fondamentali ed è determinante per la stabilità e sicurezza del continente». Nella telefonata Zelensky ha ringraziato l’Italia per l’invio di forniture di emergenza a sostegno del settore energetico ucraino». In conclusione Meloni «ha rinnovato la vicinanza dell’Italia alla nazione ucraina, assicurando che l’Italia manterrà un ruolo di primo piano nel percorso di ricostruzione del Paese»
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