«Ho sempre suonato il clarinetto, poi a 81 anni mi son detto: e se imparassi pure la fisarmonica?». Con l’imponenza dei suoi 400 iscritti, la scuola civica di musica di Carbonia non avrebbe bisogno di promoter particolari, ma nonno Edio Locci dimostra che la musica rende per sempre giovani.
È uno dei tanti nuovi allievi (per l’appunto 400 di cui 258 nei corsi individuali e 142 scolari di elementari e medie in lezioni di propedeutica) dell’istituzione che il Comune di Carbonia ha reintrodotto dopo 20 anni di oblio.
Il Comune
«Abbiamo monitorato l’indizione e di bandi regionali – annota l’assessore alla Pubblica Istruzione Antonietta Melias – sino a quando non abbiamo individuato quello che faceva al nostro caso: mai avuta l’intenzione di mollare la presa». In attesa della definizione delle attività di laboratorio col violino, tutti gli altri corsi sono decollati. E i docenti impegnati sono circa venti. Cinque insegnano il pianoforte, tre la chitarra, due il canto, uno il canto corale delle voci bianche, uno il sax e il clarinetto (per ora non l’oboe), uno la musica elettronica, uno le launeddas, quindi uno la fisarmonica, uno le percussioni, uno per il basso elettrico, infine uno per la propedeutica.
Musicisti over 80
Oltre a Edio Locci con i suoi 81 anni, la civica annovera anche una nonnina di 84 anni che si cimenta nel pianoforte e canto moderno. Quasi tre generazioni dopo ci sono bambini di 5 anni che seguono la propedeutica. Aspetto non irrilevante perché stanno per aprirsi scenari molto interessanti: «In vista della riforma dei Conservatori di musica – spiega la direttrice artistica Lara Rotili, lei stessa insegnante di canto – sarebbe auspicabile un gemellaggio con il Conservatorio per creare un serbatoio di studenti che arriverebbero un bagaglio avanzato di nozioni: anche Carbonia potrebbe porsi come punto di riferimento».
Gli iscritti
La stragrande maggioranza degli iscritti sono di Carbonia, ma si contano adesioni anche da Portoscuso, Giba, Sant’Antioco, Calasetta. Gli iscritti sostengono una quota decisamente bassa: 150 euro per sette mesi di attività. Il numero di iscritti rivela che il contributo richiesto (e per chi è in difficoltà è pure ridotto) non è certo un problema: «Il problema era convincere le persone demotivate che si poteva ripartire – analizza il direttore amministrativo Bruno Camera – e ci siamo riusciti grazie alla varietà dell’offerta musica e alle attività collaterali come i concerti fatti e in programma: inoltre siamo aperti alle preziose forme di collaborazione con altre realtà consolidate come la banda municipale Bellini e la Oma Big Band».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
