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La mattanza di Teheran, mozione bipartisan in Senato 

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Roma. Il Parlamento si compatta nella condanna delle repressioni in Iran, ma il M5S si sfila. È successo nella commissione Esteri del Senato, dove i Cinque Stelle si sono astenuti sulla mozione presentata dall'azzurra Stefania Craxi. Nel testo, sostenuto da tutti gli altri partiti, l’Aula ha chiesto al Governo di «attuare ogni iniziativa diplomatica utile a far desistere le autorità di Teheran dall'adozione di misure repressive nei confronti di pacifici manifestanti».

Al plauso bipartisan, si affiancano gli attacchi rivolti al Movimento da parte della maggioranza. «Inadeguati», hanno tuonato da Forza Italia. «Si girano dall'altra parte, il Campo largo non esiste», è stata la posizione espressa da FdI. Dura la controffensiva dei pentastellati: «Nessuna lezione dagli amici di Netanyahu». Nell'ala riformista del Pd più di qualcuno ha storto il naso sul non voto dei Cinque Stelle ma non è arrivato il fuoco amico.

Alle porte c'è la mobilitazione di domani, lanciata da Amnesty International e dal movimento “Donna, vita, libertà”: sono attesi tutti i leader del Campo largo. Una prova di unità il centrosinistra ha dato anche in conferenza stampa. «Tutti in piazza a sostegno dei manifestanti», hanno affermato in coro esponenti di Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e +Europa. Ma sulle iniziative a cui aderire – in programma anche quella di sabato promossa dal Partito Radicale – restano le divergenze. Sui social il presidente di M5S, Giuseppe Conte, spiega le ragioni dell’astensione a Palazzo Madama: «Avevamo chiesto una cosa semplice, come mettere nero su bianco nel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, interessi che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no».

La posizione dei Cinque Stelle è stata letta come non negoziabile, quindi nessuna apertura rispetto alla richiesta. In ogni caso, tra le file della sinistra dem c'è chi non trova la posizione di Conte così fuori dalle righe. Intanto il leader di Azione, Carlo Calenda, ha fatto sapere che scenderà in piazza solo sabato con il Partito Radicale.

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