Hinterland olbiese come Sinaloa. Anche grazie al nuovo elicottero dei Carabinieri (il velivolo AW119Kx assegnato di recente alla base di Venafiorita) arrivano nuove conferme sulla ormai incontrollata attività di coltivazione della Cannabis su una vasta area intorno a Olbia. I Carabinieri hanno eseguito un ordine di sequestro e distruzione di una piantagione nelle campagne di Telti, circa diecimila piante di Cannabis individuate in una località ai confini con il territorio di Sant’Antonio di Gallura. Altre 300 piante (alte circa due metri) sono state trovate ad Alà dei Sardi (Sa Serra de Battau) grazie al sorvolo dell’elicottero partito dalla base del 10° Nucleo di Olbia. Un’altra piccola piantagione è stata individuata nelle campagne di Bono, circa 350 piante. Ma è il caso Gallura a colpire, per quantità e modalità dell’attività di coltivazione ed esportazione della marijuana. Le indagini sulle piantagioni di Telti e Alà dei Sardi sono in corso, ma le Procure di Tempio e Sassari hanno imboccato la pista, ancora una volta, della filiera della Cannabis in affiliazione “commerciale”. I galluresi mettono a disposizione i terreni, barbaricini e ogliastrini portano competenze e personale “specializzato” per coltivazione e lavorazione in loco. E adesso sono iniziate, sempre in Gallura, anche le indagini su soggetti insospettabili, incensurati, con attività commerciali e imprenditoriali avviate che supportano i trafficanti soprattutto nella attività di reinvestimento del ricavato della vendita della marijuana.
Il caso Telti
Ormai le forze dell’ordine hanno perso il controllo delle campagne, anzi hanno scarsa conoscenza di quanto avviene fuori dai centri abitati. Solo la minima parte del “prodotto” viene intercettata e la “cintura” di Olbia è zona di intensa attività per i nuovi protagonisti del narcotraffico sardo. Un caso per tutti è quello di Telti, il territorio del centro gallurese da almeno sei anni è un crocevia di inchieste di diverse procure, anche della Penisola. Una tonnellata di marijuana trovata e sequestrata dai magistrati di Livorno nel 2021, un laboratorio e due tonnellate di Cannabis individuati dai Carabinieri l’anno successivo (sei arresti) e poi altri sequestri sino all’ultimo dei giorni scorsi, ordinato dal procuratore facente funzioni di Tempio, Alessandro Bosco. Se si considerano gli ultimi due anni, si parla di una trentina di persone indagate (diverse arrestate) a Telti, Sant’Antonio, Luras, Arzachena, Olbia, Alà e Oschiri. L’industria della Cannabis sta volando e le piantagioni in prossimità di Olbia dicono che uno degli snodi è il porto dell’Isola Bianca, anche se recentissime inchieste dicono che per l’export vengono utilizzate anche imbarcazioni che partono da piccoli approdi nella costa. E altro dato allarmante è il collegamento con diverse indagini che riguardano gli assalti ai blindati.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
