La parabola demografica di Assemini ha raggiunto un punto di svolta critico. Se nel 2014 la città toccava il suo record storico con 27.028 residenti, l’ultima rilevazione al 1° gennaio 2025 fissa l’asticella a 25.630 abitanti. Si tratta di un’erosione costante: ben 1.398 cittadini persi in poco più di dieci anni, con un calo del 2,51% solo nell’ultimo quadriennio. Quella che un tempo era la valvola di sfogo per chi fuggiva da Cagliari sembra aver esaurito la spinta, assestandosi su un declino strutturale.
Il bilancio
Questa differenza appare evidente osservando i confini. Mentre il centro principale arretra, i paesi satelliti vivono una stagione di espansione. Il comune di Uta è il caso più eclatante, con una crescita del 4,05% che ha portato la popolazione a sfiorare le novemila unità. Non restano a guardare Villaspeciosa (+3,10%) e San Sperate (+2,74%), capaci di intercettare le giovani coppie laddove Assemini fatica. Anche Decimomannu ed Elmas mantengono il segno positivo, confermando una migrazione verso realtà percepite come più competitive. Il quadro clinico emerge dal bilancio demografico 2026: l’indice di vecchiaia ha superato quota 180, con quasi due anziani per ogni bambino. Lo squilibrio è alimentato da un saldo naturale in affanno: nel 2024 si sono registrati solo 133 nati a fronte di 227 decessi. A questo si aggiunge un saldo migratorio negativo di 83 unità. Con nuclei familiari scesi a una media di 2,18 componenti e un’età media di 46 anni, la città fatica a trattenere la popolazione in età lavorativa.
L’arte vincente
Per la ceramista Doriana Usai, «Assemini deve essere attrattiva dal punto di vista artistico e culturale, fungendo da potente volano per lo sviluppo socio-economico del territorio. Il turismo generato dalla ceramica può migliorare l’immagine e l’impatto economico. Assemini dovrebbe diventare un fiore all’occhiello offrendo servizi e scuole d’arte».
Le cause dell’erosione
Sul fronte politico, la consigliera di opposizione Niside Muscas sottolinea: «Più che una vera “fuga” si tratta di una minore capacità di attrarre giovani e famiglie. Le cause sono un’offerta abitativa meno competitiva, la percezione della qualità dei servizi e un tessuto economico che fatica a rinnovarsi. Servono rigenerazione urbana e politiche a sostegno delle famiglie, cose che ho sempre sostenuto con proposte mirate». Anche Diego Corrias incalza sulla necessità di slancio: «Assemini, come Selargius, sconta la fuga verso i paesi dove le case costano meno. Comprare a Uta, ad esempio, costa il 20% in meno. Detto questo, Assemini deve recuperare slancio. Dagli anni ‘90 è cambiato il mondo ed è cambiato Macchiareddu. Dobbiamo trovare nuova attrattività partendo da un’area artigianale ferma e dal piano di Cuccuru Macciorri che non viene rilanciato. Puddu parlava di rilancio del Puc, ma non ha nemmeno nominato un assessore all’urbanistica».
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