Si chiude definitivamente, anche sul piano civile, la vicenda giudiziaria legata alla morte di Francesca Debuggias, la 23 enne morta nel 2017 al San Francesco di Nuoro dopo un ictus. La Corte di Cassazione ha rigettato mercoledì il ricorso presentato da Salvatora Debuggias, sorella della vittima, che chiedeva il risarcimento civilistico. Il ricorso, patrocinato dall’avvocato Alessandro Tuvoni, si fondava su presunti vizi di motivazione nelle 50 pagine della motivazione del rigetto del tribunale di Sassari. Contestate la valutazione delle condotte dei sanitari: il medico del Pronto soccorso Teresa Orani e l’operatore del 118 Sandro Arminu, difesi dagli avvocati Lorenzo Soro e Salvatore Chironi.
Con la decisione della Cassazione si chiude anche il contenzioso civilistico, dopo che il procedimento penale si era già concluso con l’assoluzione. La Procura, infatti, non aveva impugnato l’esito dell’assoluzione decretata dal Tribunale di Nuoro attraverso il gup Giacomo Ferrando per i due imputati con la formula «perché il fatto non sussiste», al termine di un giudizio abbreviato. Non vi furono ritardi nei soccorsi né violazioni dei protocolli sanitari: i medici agirono correttamente, in presenza di un evento ritenuto raro e imprevedibile.
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