L’annuncio

La Brigata Sassari ritorna in Libano sotto l’egida dell’Onu 

A Cagliari e Sassari ricordo dei “Dimonios” e dell’eroe di Guasila Raimondo Scintu 

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Proprio nel giorno dedicato al ricordo delle imprese della Brigata Sassari, a margine delle cerimonie nelle caserme di Cagliari e Sassari, la quarta missione in Libano dei “Dimonios” diventa una realtà. Ai primi di marzo la “Sassari” assumerà di nuovo il comando del contingente italiano e del settore Ovest della missione Unifil, la forza multinazionale di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud, inviata in Medio oriente in seguito alla risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, per mantenere una zona cuscinetto tra i territori governativi di Beirut e Israele. Per i militari sardi si tratta della quarta missione in Libano dopo un mandato semestrale del 2016 e due periodi di operazioni militari in quella fascia di territorio nel 2020-21 e il 2024-25.

La ricorrenza

I nostri militari dunque si preparano a indossare ancora una volta i caschi blu dell’Onu e nel frattempo celebrano le imprese storiche della Brigata. Ieri mattina, infatti, la “Sassari” ha ricordato il 108° anniversario della prima battaglia dei “Tre monti”, «combattuta e vinta sull’altopiano di Asiago dal 28 al 31 gennaio 1918, celebrando contestualmente la ricorrenza di Corpo e delle Bandiere di Guerra del 151° e del 152° Reggimento fanteria», si legge in un comunicato. La vittoria dei “Tre monti” fu molto importante per il destino della Grande guerra, visto che fu la prima affermazione dell’esercito italiano dopo la ritirata di Caporetto, «segnò una svolta decisiva sul piano operativo e morale e valse ai due reggimenti la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, quale riconoscimento del valore dimostrato in combattimento dai fanti sardi in uno dei momenti più critici della Grande guerra», ricordano dalla Brigata.

Le cerimonie

Per ricordare quel momento, appunto, si sono tenute ieri due distinte cerimonie nella caserma “Monfenera” di Cagliari e nella “Gonzaga” di Sassari, alla presenza delle Bandiere di guerra, entrambe decorate con la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia, due Medaglie d’Oro al Valor militare e la Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito. La battaglia è stata rievocata dai comandanti dei due reggimenti, i colonnelli Andrea Pagliaroli (per il 151°) e Luigi Carlà (152°). A Cagliari era presente anche il comandante della Brigata, il generale Andrea Fraticelli, che nel suo intervento ha richiamato il profondo valore identitario della “Sassari” e il legame indissolubile con la Sardegna. «Celebriamo oggi una giornata dal forte valore simbolico non solo per la Brigata, ma per la Sardegna e per il popolo fiero e tenace che questa Isola esprime», ha affermato. Inoltre, il generale ha anche citato le parole pronunciate il 7 febbraio 1918 dall’allora Capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Armando Diaz, ai superstiti della Brigata: «Voi non sapete, e forse non saprete mai, quanto avete fatto per l’Italia», a testimonianza della portata storica di quella vittoria.

L’eroe e la madrina

A margine delle cerimonie di ieri, inoltre, è stato ricordato anche un altro personaggio che ha dato lustro ai “Dimonios” durante la Grande Guerra. Il 151° reggimento fanteria Sassari di stanza a Cagliari, infatti, ha una nuova madrina: Anna Scintu di Guasila, nipote di Raimondo Scintu, medaglia d’oro al valore militare durante il conflitto del 1915-18. Scintu fu protagonista di alcune azioni epiche, anche insieme al fratello Giovanni, al fronte. In particolare, in una di queste gesta, conquistò una trincea nemica, salvando un militare italiano ferito, e sotto gli occhi del capitano Emilio Lussu, riuscì anche a fare prima cinque prigionieri e poi, tornando alla carica con alcuni commilitoni, a catturare altri quaranta soldati nemici. A Raimondo Scintu il suo paese natale, Guasila, ha dedicato un museo nel quale si ripercorrono le gesta del militare e degli altri guasilesi che parteciparono alla Grande Guerra.

Un corale “Forza Paris!”, tradizionale grido della Brigata, al termine della cerimonia, è stato la degna conclusione di una giornata dedicata alle gesta ma anche allo spirito di fratellanza e coesione della “Sassari”.

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