L’emergenza.

La baby gang con pistole e coltelli 

Rapine e spaccio: perquisiti 14 minorenni, sequestrate armi giocattolo 

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Si organizzavano sui social, dandosi appuntamento nelle principali zone di ritrovo di giovanissimi in città per poi entrare in azione. Dallo scorso settembre un gruppo di almeno 14 minorenni avrebbe messo a segno rapine, furti, pestaggi ed estorsioni prendendo di mira quasi sempre ragazzini indifesi. Decine e decine gli episodi denunciati alle forze dell’ordine, raccolti dalla Procura per i minori con le indagini affidate ai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Cagliari. Si è arrivati così all’identificazione di 14 ragazzini, quasi tutti tra i 14 e 16 anni e cagliaritani, residenti in città e nell’hinterland, con alle spalle famiglie senza particolari problematiche: ieri mattina i carabinieri di cinque compagnie e del comando provinciale, con l’intervento anche dell’elicottero dell’Arma, hanno eseguito le perquisizioni, in cerca di riscontri utili alle indagini, nelle abitazioni dei giovanissimi sotto accusa.

Pistole e coltelli

I controlli nelle abitazioni, nelle metà dei casi, ha avuto esito positivo. Sono così stati sequestrati quattro coltelli (usati anche per tagliare la sostanza stupefacente), due pistole giocattolo senza tappo rosso, due passamontagna, due mazze da baseball, una katana. Nella casa di un ragazzo sono stati recuperati quasi tremila euro, ritenuti il guadagno dall’attività di spaccio. Perché, sempre secondo le accuse mosse dagli inquirenti, alcuni dei giovani finiti sotto accusa si occupavano anche di cessioni di droga.

La preoccupazione

Gli stessi carabinieri hanno parlato di una «complessa operazione finalizzata a recidere le radici di unallarmante fenomeno di criminalità giovanile». Perché gli episodi violenti sono iniziati lo scorso settembre per proseguire nei mesi successivi. Da quel momento sono arrivate numerose querele per fatti di violenza (rapine, scippi, piccole estorsioni e pestaggi) avvenuti spesso nelle stesse zone: piazza Yenne, piazza Matteotti, le strade della Marina e piazza Sant’Eulalia, e i parcheggi di alcuni centri commerciali anche dell’hinterland. E, sempre dalle indagini svolte dai militari del nucleo operativo della compagnia di Cagliari, coordinati dal comandante Simone Anelli, come presunti responsabili indicati o descritti dalle vittime (sempre minorenni) comparivano diverse volte alcuni ragazzi. Da qui il sospetto che alcuni giovanissimi avessero messo in piedi un gruppo che si stava specializzando in azioni violente.

I messaggi
Gli appuntamenti con orario e luogo in alcuni casi venivano dati attraverso i social. Perché i carabinieri hanno monitorato le identità digitali dei sospettati, analizzando i vari profili social dei ragazzi e le comunicazioni tra loro. Inoltre sono state svolte anche appostamenti e servizi sul campo, con controlli nelle zone maggiormente a rischio.

Proprio queste indagini hanno fatto emergere anche gli episodi di spaccio, utilizzando inoltre degli immobili abbandonati, occupati dai minorenni proprio per svolgere le attività illecite legate alle cessioni di dosi di droga sempre a minorenni.

Le responsabilità

Le perquisizioni di ieri hanno permesso di raccogliere elementi e prove sulle posizioni singole dei 14 minorenni sotto indagine ma anche per ricostruire i rapporti tra i ragazzi che hanno portato a compiere azioni di gruppo. Oltre alla città, le perquisizioni di ieri mattina hanno interessato alcuni Comuni dell’hinterland e della Provincia.

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