Dal Senegal a San Gavino per raggiungere il padre e poi concretizzare il sogno di avere un lavoro e di crescere una famiglia. Abdou Faye, 32 anni, da qualche giorno è cittadino italiano dopo tanti anni vissuti nella cittadina del Medio Campidano. Il giovane senegalese è felicissimo: «Sono arrivato in Italia grazie al ricongiungimento familiare con mio padre, deceduto alcuni anni fa. Ho trovato lavoro a San Gavino nella forneria di Antonio Foddi. L’attività di preparazione del pane iniziava intorno alle 4 del pomeriggio e proseguiva nel laboratorio fino a dopo la mezzanotte. Lavoro in questo settore da 12 anni e mi sono sempre trovato bene. Mi sono sposato nel 2019 e ho un figlio di tre anni. Questa cittadina è molto tranquilla e accogliente, ho comprato anche una casa in via Santa Croce, anche se al momento per lavoro mi sono spostato momentaneamente con la mia famiglia in Valle d’Aosta, dove lavoro sempre nel settore della panificazione, ma spero di tornare presto in Sardegna».
Il lavoro
Così ogni sera con grande passione Abdou ha impastato il pane che poi il giorno dopo finiva nelle tavole dei sangavinesi: «In particolare – aggiunge – mi piace preparare il civraxiu, ma adoro mangiare le focacce e i panini. Amo la cucina senegalese, ma mi piace tantissimo la pasta come i malloreddus e tanti altri tipi. Mio figlio è nato a San Gavino Monreale e ha già la cittadinanza italiana. Mi piace il calcio e simpatizzo per il Napoli perché ci giocava il senegalese Koulibaly. Ho tifato anche la nazionale di calcio italiana, che non si è qualificata ai mondiali. Sosterrò il Senegal che parteciperà alla prossima coppa del mondo».
L’agricoltura
«Ho lavorato anche come agricoltore e pastore – dice Abdou Faye –. Non mi piace rimanere senza far niente, vivo bene tra lavoro, casa e famiglia. San Gavino è un paese dove ci sono tanti servizi. La gente è di buon cuore».
L’integrazione
San Gavino Monreale diventa sempre più un paese multiculturale e accogliente in un periodo in cui la popolazione è scesa sotto gli 8mila abitanti e in cui i parti sono arrivati al minimo storico. Con la crisi dell’industria molte speranze sono riposte anche nella costruzione del nuovo ospedale. Ha subito accolto il nuovo cittadino italiano il sindaco Stefano Altea: «Quello di Abdou Faye è un bellissimo esempio di integrazione che deve inorgoglire la nostra comunità. Da oltre 12 anni ha scelto il nostro Comune per lavorare, comprare casa, sposarsi e crescere il proprio figlio». Il giovane panettiere fa parte della comunità senegalese cittadina: «Ci vivono moltissimi miei parenti e amici, anche se nei prossimi anni spero di poter tornare in Senegal per incontrare mia mamma. Mio padre Mustafà ha lavorato una vita ad Iglesias, dove era conosciuto da tantissime persone. Lo ricordano ancora con grande piacere».
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