Ci sono regali di Natale che non si scartano sotto l’albero, ma dentro la corsia d'attesa di un ospedale, sospesi tra il baratro e la speranza. Per il monserratino Pino Argiolas, 76 anni, quel momento arrivò il 24 dicembre 2007 con l'inserimento in lista per un trapianto di fegato: «il regalo di Natale più bello che ho ricevuto».
Ex tecnico Enel con un passato negli allievi del Cagliari, si ritrovò ad affrontare una cirrosi causata da una malattia epatica. Davanti alla diagnosi lo sconforto fu totale ma Il 17 gennaio 2008 la vita è ricominciata grazie all’intervento salvavita e a una donatrice misteriosa: «Un grazie enorme ai familiari della mia donatrice, se sono vivo lo devo a lei, anche se non so chi sia», dice con gratitudine.
La rinascita
I primi momenti post trapianto sono stati difficili, vissuti tra la rianimazione e la terapia semi intensiva, ma Argiolas ricorda con forza il momento in cui ne è uscito per riprendersi piano piano. «Dopo quel periodo, - sottolinea Pino - l’intervento si è rivelato una rinascita. Mi sentivo molto bene e ho ricominciato a fare le cose che facevo ogni giorno senza problemi». In pensione subito dopo l'intervento, ha guidato l’Associazione Prometeo Trapianti. Odv per 15 anni fino al 2023. «L’associazione è cresciuta e oggi conta più di 600 membri. Ma la cosa più importante è stata creare una grande famiglia, dei punti in cui le persone possano vedersi, parlare, confrontarsi», spiega l'ex presidente.
Sotto la sua guida, Prometeo ha ottenuto i rimborsi viaggio regionali, assegni parificati e fondi per le cure dentarie alle AOU di Cagliari e Sassari, promuovendo la donazione nelle scuole e nei comuni per alimentare una cultura della solidarietà. L'isola è infatti quinta in Italia per donazioni, e Monserrato brilla con il 73,6% di assensi, settimo dato più alto in provincia.
Campione
La sua vitalità lo ha portato a partecipare ai campionati sportivi per trapiantati: «Negli europei del 2016 vinsi l’oro nella pétanque. Le mie medaglie le ho donate all'ospedale Brotzu perché diano un messaggio di speranza», evidenzia Pino. Oggi è un dializzato dopo l'asportazione del rene sinistro per un tumore sei anni fa e il Covid contratto nel 2023 in Australia che ha compromesso l'altro. «Sono molto sereno, ci sono tante persone che hanno paura della dialisi ma bisogna stare tranquilli, abbiamo medici e infermieri molto bravi», rassicura Argiolas. Ora punta al trapianto di rene, conscio che «in dialisi si vive bene ma fuori si sta meglio».
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