Dopo anni di attesa hanno finalmente preso il via in questi giorni i lavori per la realizzazione della nuova sede del commissariato di Polizia sulle ceneri dell’ex asilo in via Boito, abbandonato da oltre dieci anni. La fine dei lavori è prevista per marzo 2027.
Concluse le operazioni di bonifica all’interno e all’esterno dell’edificio, gli operai stanno togliendo la ghiaia dal tetto. Sono già stati eliminati tutti i vecchi infissi, completamente distrutti e in una seconda fase si passerà alle tramezzature. L’intervento procede a ritmo serrato ma non senza intoppi: i balordi quasi ogni sera continuano a introdursi nel cantiere e hanno già rubato attrezzatura e gasolio dei mezzi.
Anni di degrado
«Quello che abbiamo trovato all’interno della struttura è impressionante» dicono il capo cantiere Leonardo Campesi della ditta Campesi di Olbia e Angelo Pinna dell’impresa edile Copin che si occupano dell’intervento per conto del Ministero, «tonnellate di rifiuti di ogni tipo e poi materassi, tavoli, bottiglie di alcolici». Il problema adesso, confermano, «sono le continue incursioni, entrano e rubano».
Fino all’apertura dei cantieri l’ex asilo era alla mercé di balordi, tossicodipendenti e senza tetto, ma secondo voci mai non confermati sarebbe stato anche teatro di un giro di prostituzione minorile. All’ordine del giorno erano anche gli incendi appiccati tra la spazzatura. Negli anni, dopo l’abbandono seguito a una ristrutturazione totale più di dieci anni fa, era stato distrutto e rubato di tutto. Tra le proteste dei residenti costretti ad assistere allo scempio e che adesso possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.
Gli abitanti
«Stavamo aspettando da anni che facessero qualcosa» dice Maria Carta 76 anni con casa proprio di fronte all’ex asilo, «così almeno non continuano ad andare e venire quelle brutte persone che si riunivano là dentro. Ne abbiamo passate tante, però purtroppo ci sono ancora i topi che entrano nei cortili». A pochi passi dalla struttura vive anche Salvatore Sarritzu, 79 anni: «Era una vergogna: buttavano la spazzatura, entravano i balordi e poi siamo contenti perché faranno il commissariato di Polizia e quindi il quartiere sarà più controllato». Stefania Unida è una delle residenti che aveva denunciato la presenza massiccia dei topi che provenivano proprio dall’ex asilo: «Dopo anni di attese, rinvii e degrado, qualcosa finalmente si muove davvero» dice, «per chi vive il quartiere ogni giorno, vedere il cantiere attivo non significa soltanto assistere alla realizzazione di un’opera pubblica. Significa vedere uno spazio abbandonato tornare ad avere una funzione, immaginare una zona più curata, più vissuta e soprattutto dotata di un presidio importante per la sicurezza della città».
Il sollievo
«Negli ultimi mesi», aggiunge Lucia Pinna, 72 anni, «ci eravamo preoccupati per lo stato dell’area e per il rischio che, dopo le bonifiche e i primi interventi, tutto potesse fermarsi ancora una volta. La ripresa dei lavori porta quindi con sé un sentimento comprensibile di sollievo, soddisfazione e speranza: quella che questa volta il progetto possa finalmente arrivare fino in fondo».
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