Il provvedimento.

Incentivi auto, in arrivo l’ultimo via libera 

Manca solo l’ok del Mef per sbloccare il decreto da 1,6 miliardi di euro 

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Molto presto sarà sbloccato il decreto da 1,6 miliardi di euro per il fondo automotive per incentivare anche progetti di ricerca in nuove tecnologie. L’ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del Festival dell'Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma. Il decreto, concordato nel tavolo automotive con le associazioni di impresa il 30 gennaio scorso, è stato presentato al Ministero dell'Economia il 13 febbraio, una volta ottenuto il «concerto dei ministeri delle Infrastrutture e dell'Ambiente otterrà molto presto e con le competenze necessarie anche quello del ministero dell'Economia», ha affermato Urso, sottolineando inoltre come «una volta che sarà esecutivo ci sarà il tavolo automotive per rendere edotti di queste misure in maniera compiuta le associazioni di imprese e quindi le imprese». Bisognerà poi dare «conto con Stellantis dell'attuazione del Piano Italia così come è concordato nel dicembre 2024 di cui risultati sono evidenti».

Lo schema di decreto è stato presentato a gennaio scorso: il provvedimento indica in 400 milioni l'anno i fondi per il 2026 e per il 2027, a cui si aggiungono 200 milioni all'anno fino al 2030 e 200 milioni residui del 2025. Questi incentivi saranno diretti per il 75% a sostegno dell'offerta, quindi ai produttori di veicoli e componentistica, e per il 25% ai consumatori nella forma di sostegno all'acquisto principalmente ai veicoli commerciali.

Transizione 5.0

Le buone notizie non si limitano solamente all'auto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, infatti, ha annunciato anche una novità per Transizione 5.0. Abbiamo messo in campo «incentivi che hanno interessato oltre 20mila aziende. Questo è un piano triennale e quindi le aziende possono programmare, e le prossime leggi di bilancio possono rifinanziarla. Si tratta quindi di una misura strutturale. Entro la metà di giugno il decreto attuativo, che ora è alla Corte dei Conti, troverà attuazione». Il ministro Urso ha confermato l’impegno a procedere con il rifinanziamento per gli anni successivi, «non è poco visto che si tratta di 9,8 miliardi», fino a settembre 2028.

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