Chi abita in via Segni vive da settimane con l’incubo di rivedere le fiamme a ridosso delle case, un déjà vu che si ripete praticamente ogni anno in piena estate. Non va meglio in via delle Viole dove i residenti hanno già affrontato il primo rogo di stagione, per fortuna senza gravi conseguenze. «Queste sterpaglie sono vere e proprie micce, viviamo con l’ansia che qualcuno possa appiccare un incendio e causare danni seri», l’allarme lanciato dai residenti di San Lussorio.
Le aree a rischio
La mappa delle zone a rischio non risparmia neanche il centro cittadino. Di fatto terreni privati incolti, dove l’erba secca a ridosso di strade e case preoccupa i selargini. «Basta una scintilla e qui è la fine», il commento di Gianni Mulas mentre passa nel tratto di viale Trieste quasi al confine con Monserrato. Più o meno lo stesso scenario che si presenta in via Vienna, per non parlare delle zone di campagna al confine con strade rurali e provinciali. Sino a via Segni: «Viviamo con l’ansia da giugno a settembre», racconta Alessandro Cocco. «L’anno scorso le fiamme si sono fermate a 20 metri dal muro di casa mia, aspettiamo sempre che intervengano i vigili del fuoco senza che venga fatta una vera prevenzione. La gente dovrebbe capire che non costa nulla sfalciare il proprio terreno prima che diventi una bomba».
Gli appelli
Poi l’appello di Cocco, e dei residenti di San Lussorio, al Comune: «Servono controlli più stringenti sui terreni privati incolti e interventi di pulizia sulle aree pubbliche prima che sia troppo tardi», la richiesta ribadita dopo l’invio di mail e segnalazioni all’Urp del Municipio. Ma chiedono anche collaborazione tra vicini: «La barriera anti-fuoco la possiamo creare noi, se solo ognuno curasse il proprio pezzo di terra come dovrebbe».
Sul rischio incendi in città interviene anche il consigliere di minoranza Riccardo Cioni: «Ci sono ancora molti terreni incolti, nonostante l’obbligo di sfalcio e pulizia entro inizio giugno», dice. «È già successo in via delle Viole, non possiamo permetterci che si verifichino nuovi incendi in altre zone a rischio. Mi auguro che l’amministrazione si adoperi per far rispettare la normativa, e soprattutto metta in sicurezza la città e le persone».
Il Comune
Problema che la vicesindaca Gabriella Mameli ammette. «Purtroppo si ripropone ogni anno, mostrandoci l’inaccettabile noncuranza e inciviltà di chi non solo non ha il buon senso di capire quanto il rischio incendi sia concreto e pericoloso, ma vìola le ordinanze comunali che impongono l’obbligo di ripulire i terreni. Insieme al personale preposto», assicura Mameli, «siamo impegnati nel monitoraggio del territorio per individuare le aree irregolari, una volta risaliti ai proprietari si procederà con le sanzioni e in caso di inadempienza si interverrà d’ufficio con l’addebito dei costi. Ovviamente le verifiche riguardano anche le aree di proprietà comunale, ecco perché ho già sollecitato gli uffici affinché procedano in questo senso».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
