Marina.

«In via Dettori solo rifiuti e degrado» 

Protesta dei residenti per la strada sfregiata dai crolli di oltre tre anni fa 

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Ormai è un’attrazione turistica, tanto che è diventata una tappa programmata da vacanzieri e croceristi. Reti, crepe e pali fanno pensare a un sito archeologico. Non ancora. Via Dettori è in uno stato di abbandono da oltre anni. Il 7 gennaio 2023 il cedimento del terreno aveva causato crolli che avevano reso inagibili diverse palazzine. La strada era stata chiusa per evitare pericoli ai passanti e riaperta solo dopo un anno, il 24 gennaio 2024. Da allora poco è cambiato e gli incolpevoli proprietari di appartamenti e negozi aspettano i risarcimenti. Nel frattempo la reti (divelte) a protezione dei pali di sostegno hanno creato zone di degrado che assolvono al doppio ruolo di immondezzaio e vespasiano.

Tour nell’incuria

Il cuore della Marina, come tutti gli anni in questo periodo, è preso d’assalto da turisti e cagliaritani. Anche ieri, il sole e una brezza fresca regalavano la cornice perfetta per un tour nel centro storico. Bar e ristoranti sono al completo, tutto bene sino a quando non si arriva in quel tratto di strada che collega la Marina con piazza Yenne. «Sta crollando tutto», dico stupite due turiste francesi che si fermano ad “ammirare” crepe, pali di sostegno e recinzioni all’altezza della palazzina al numero 32, la più colpita dal crollo. Stesso sbigottimento per un gruppo di quattro ragazzi che, curiosi, guardano all’interno della recinzione. C’è di tutto, macerie, cartacce, bottiglie di vetro e tanti altri rifiuti, habitat ideale per topi, blatte e altri insetti. Qualcuno, pensando sia un’isola ecologica, ha addirittura abbandonato ripiani di legno. C’è da scommettere che nel giro di pochi giorni quella discarica aumenti. Non solo, quello spazio è diventato un angolo ideale dove fare i bisogni. Uno spettacolo indecente.

Orizzonte oscuro

«Tutto fermo, la causa sul risarcimento danni è al palo», commenta l’avvocato Giorgio Concas, proprietario di alcuni immobili in via Dettori. «Abbanoa, al quale chiediamo conto dei crolli, ha chiesto al giudice ulteriori accertamento perché ritiene che ci siano state concause al crollo. Mi sono opposto, secondo me è solo un escamotage per prendere tempo. L’unica cosa che è cambiata – precisa l’avvocato – è l’immondezzaio che cresce ogni giorni di più. Perché nessuno ha pensato almeno di mettere una recinzione che coprisse questo sconcio. La città è stracolma di turisti e questo degrado nel cuore del centro storico non fa certo bene all’immagine del capoluogo».

Nessuna novità neanche dal collega Gianluigi Perra. «La prossima udienza sarà il 14 maggio. Il giudice deve decidere se riunire tutti i procedimenti e assegnarci i termini per le memorie istruttorie».

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