Tributi.

Imu, Tasi e Tari: morosi nel mirino 

In arrivo 15mila cartelle: il Comune spera di recuperare quasi 20 milioni 

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Nei cassetti del Comune ci sono quasi 20.000 richieste di pagamento di Imu e Tasi (relative al 2016) e Tari (relative al 2018) finora “congelate” e che in questi giorni stanno precipiteranno sui cagliaritani (che quei tributi non li hanno versati). L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, infatti, sta inviando cartelle esattoriali con cui il Comune spera di incassare quasi 20 milioni di euro. Una cifra monstre, soprattutto se si considera che si riferisce ad appena due anni, il 2016 e il 2018, ma nel “cassetto fiscale” del Comune ci sono oltre cinquantamila “cartelle” relative a tributi locali non versati (iscritti a ruolo) che vanno dal 2000 al 2023. Si tratta prevalentemente di singoli debiti di importo pari o poco superiore a 1.000 euro e riguardanti principalmente le persone fisiche. Dunque è solo una parte, i cagliaritani sono avvisati: ogni anno a chi non ha pagato, arriveranno richieste per la riscossione di ruoli più recenti e più vecchi. «Prima dell’iscrizione a ruolo», che impiega una decina d’anni prima che si configuri, «l’amministrazione manda avvisi bonari», ricorda il dirigente dell’Ufficio Tributi del comuni Giovanni Ena. «Non sarebbe possibile richiedere tante annuale tutte insieme, se accadesse sarebbe un peso per i contribuenti», aggiunge.

Le cifre

Ecco perchè spiegato perchè in questo momento sono in arrivo solo le due annualità citate. I numeri vengono messi in fila uno dopo l’altro nell’ambito della gestione del cosiddetto magazzino fiscale: a pesare maggiormente, come era lecito attendersi, è la Tari per la quale per il 2018 conta versamenti non pagati dai cagliaritani per quasi dieci milioni di euro (che con multe e sanzioni arrivano a quasi quindici milioni). Poi c’è l’Imu del 2016 (alcuni non l’hanno mai pagata, altri solo la prima rata), l’imposta sulle seconde case che vale quasi quattro milioni di euro. E infine la Tasi, sempre riferito al 2016, il tributo per i servizi indivisibili, sopravvissuto fino al 2020, che concorreva al finanziamento dei servizi indivisibili erogati dal Comune come viabilità, illuminazione pubblica, verde pubblico, che vale poco meno di mezzo milione di euro.

“La rottamazione”

Ora, per non soffocare i cagliaritani, c’è chi propone di attivare la definizione agevolata, una possibilità che la legge lascia ai Comuni per gestire il recupero dei crediti dei propri tributi. Non un condono ma neppure un perdono. Si tratta di una possibilità che la legge di bilancio riconosce agli enti locali per la riscossione dei propri tributi locali, estinguendo le cartelle senza corrispondere le somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di interessi e sanzioni, interessi di mora nonché il cosiddetto aggio (solo il valore del tributo, quindi). «In questo modo i cagliaritani avranno la possibilità di regolarizzare la propria posizione tributaria senza sanzioni e, contemporaneamente, il Comune potrà incassare risorse fondamentali», spiega Nando Secchi, consigliere di lega-Anima di Sardegna. «È doveroso che il Comune colga questa opportunità normativa. I vantaggi per i contribuenti sarebbero enormi: mettersi in regola significherebbe chiudere ogni contenzioso pendente e azzerare il debito pagando solo il dovuto, senza gli oneri aggiuntivi che spesso rendono le cartelle impagabili per le famiglie in difficoltà», aggiunge.

Palazzo Bacaredda

Dovrà decidere il Comune: perché la legge esclude dall’ultima rottamazione i tributi locali (Imu e Tari, quindi) ma l’amministrazione deve valutare se attivare questa definizione agevolata o meno. Oggi un incontro tra Zedda e il dirigente chiarirà meglio questo aspetto. Nessuno lo dice, ma il timore è che questa possibilità si trasformi in incentivo a non pagare, tanto poi si può risparmiare sugli oneri accessori.

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