«Il sindaco dovrebbe pagare di tasca propria le spese sostenute per portare avanti una tesi indifendibile, e cioè la decadenza del consigliere Angelo Padiglia».
È quanto ha chiesto con un’interpellanza l’opposizione in Consiglio comunale a San Vito dal momento che il Tar nei mesi scorsi ha accolto il ricorso di Padiglia dichiarandone illegittima la decadenza. Un finale, quest’ultimo, sostenuto dal primo cittadino Marco Antonio Siddi a fronte di quattro assenze consecutive ritenute senza giustificazione (che però poi è arrivata). La decisione ha visto il Comune soccombere per un totale – spese legali comprese – di oltre ottomila euro.
Il sindaco Siddi sottolinea che «rispetto la sentenza ma non la condivido, sia per la manifesta superficialità con cui è stata scritta sia per il mancato riferimento a gran parte della giurisprudenza». Ma soprattutto «chi ha fatto ricorso non è il sindaco ma il consigliere obbligando il Comune a resistere in giudizio», dunque la responsabilità «è del consigliere e del capogruppo che lo ha assecondato nel rifiuto di giustificare le assenze in Consiglio».
Per la minoranza «siamo al paradosso», sostiene Alberto Cuccu, «la colpa di una sentenza di condanna contro il Comune non sarebbe di chi ha approvato un atto illegittimo ma di chi ha osato difendere la legalità. Sarà la Corte dei conti a valutare responsabilità e condotte».
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