Non può essere solo la Nona. Anche se il capolavoro di Beethoven ha il potere di attrarre i meno avvezzi alle sale da concerto. Alcune migliaia di spettatori che affollano la platea e le logge del Teatro Lirico di Cagliari nelle due serate, venerdì e sabato, di inaugurazione della stagione concertistica, la prima sotto la sovrintendenza di Andrea Cigni, sorprendono. Era qualche lustro che non si vedevano così tante persone convenute per ascoltare un concerto. Ed è vero che a dirigere l’orchestra e il coro c’era Donato Renzetti, tra i più apprezzati esponenti della scuola italiana, direttore emerito del Carlo Felice di Genova, e che “l’Inno alla gioia", il quarto movimento della Nona Sinfonia con il coro e i solisti: Lucrezia Drei (soprano), Sara Mingardo (contralto), Giulio Pelligra (tenore) e Adolfo Corrado (baritono), è uno dei più riconoscibili e amati della storia della musica.
E però c’era qualcos’altro che ha riempito il teatro, leggibile nel lungo applauso ripetuto in entrambe le serate; nel pubblico che batte i piedi in platea o accompagna il coro mimando “Alle Menschen werden Brüder”, “gli uomini tutti divengon fratelli”. Forse, nel ritrovato piacere di ascoltare un concerto di musica classica dal vivo, seduti gli uni accanto agli altri, anziché nella solitudine del proprio studio, c’era il desiderio di condividere un’esperienza che nell’ascolto corale acquista un senso maggiore.
Del resto, la Nona Sinfonia, che Beethoven compose nell’arco di una dozzina d’anni, lo stesso tempo che impiegò per creare le prime otto, è sì un monumento musicale, ma è anche un appello morale e civile. Un invito a tenere saldi i legami, a riconoscersi uguali al di là delle differenze, a un sentire comune che, alla luce di quanto sta accadendo, risuona in maniera forte e decisa. I versi di Schiller, amati da Beethoven, enfatizzati dagli ottoni e dalle percussioni, hanno commosso più d’uno spettatore. Alla fine, e dopo l’omaggio a Riccardo Ghiani, primo flauto che va in pensione dopo una lunga carriera, le persone hanno lasciato il teatro portando con sé un frammento di autentica bellezza.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
