È stata l’inaspettata uscita dalla maggioranza del consigliere Federico Melis, il punto più alto delle tensioni che si sono verificate durante la seduta di giovedì, dedicata all’approvazione del Piano urbanistico comunale (Puc), del Consiglio comunale di Iglesias. Una decisione annunciata a margine del voto e motivata con la «mancanza di confronto e collegialità», accusa arrivata anche da altri due consiglieri di maggioranza, che ha subito innescato la reazione degli altri componenti della coalizione, in primis del sindaco Mauro Usai, ma anche dal consigliere Alessandro Pilurzu, trasformando l’aula in un confronto politico ad alta tensione.
Gli attacchi
Contro le parole di Melis, Usai ha rivendicato il metodo adottato dall’amministrazione: «Abbiamo sempre ascoltato i cittadini, mentre alcuni consiglieri assistevano senza sollevare questioni», e senza mai citare direttamente il consigliere uscente, Usai affonda: «Ricordo a questi che sono entrati in Consiglio grazie ai voti della lista “Mauro Usai Sindaco”, senza i quali oggi non avrebbero occasione di sollevare questioni fuori luogo». A queste parole, Melis ha replicato duramente: «Il sindaco ha il dono del raggiro dialettico, ma non della veggenza. Il suo parametro è il numero di voti, il mio sono altri valori». Lo scontro si è ulteriormente acceso con l’intervento, verso la fine, del consigliere Pilurzu, che ha attaccato direttamente Melis sul piano della partecipazione, sostenendo che il collega non sia stato mai presente alle riunioni: «Le commissioni lavorano e chi ha voglia di fare è presente. Qualcuno ha deciso di cambiare gruppo dopo sei mesi, interessandosi più alla scelta del cantante di Capodanno». Più articolata la posizione del consigliere, sempre di maggioranza, Simone Pinna, che insieme al collega di gruppo Marco Loddo ha votato contro il piano: «Mi sarei aspettato un Puc più coordinato con le bonifiche – ha sottolineato – con una visione di Giunta in grado di superare le rigidità del Piano paesaggistico». Sul metodo ha aggiunto: «È mancato il compromesso, e il Consiglio ha perso centralità nelle scelte come già è avvenuto per la Ztl». E Loddo ha ribadito: «Sull’idea fondante dell’Iglesias del futuro c’è stato un mancato coinvolgimento».
L’opposizione
Il consigliere di minoranza Luigi Biggio ha motivato il proprio voto contrario con una critica al modello di sviluppo urbano: «Il commercio è stato progressivamente spostato fuori dal centro, e il Puc rischia di consolidare questo processo». Biggio ha richiamato anche la variante di San Salvatore, approvata dal Consiglio dell’allora Giunta di Emilio Gariazzo, sostenendo che abbia contribuito alla delocalizzazione delle attività dal centro verso nuove aree commerciali. Sulla stessa linea critica anche Antonio Zedde, che ha denunciato una scarsa condivisione del percorso: «Dopo il piano preliminare non siamo più stati coinvolti e ci siamo trovati davanti a un lavoro già definito», sostiene, aggiungendo che «il documento finale non rispecchia pienamente nemmeno gli impegni programmatici della maggioranza».
Le bonifiche
Il sindaco Usai ha respinto tutte le critiche legate al mancato coinvolgimento degli esponenti del Consiglio e ha poi voluto insistere su un tema, quello delle bonifiche che il nuovo Puc contempla, finalizzate anche a un nuovo sviluppo turistico: «Anche Renato Soru e Emma Marcegaglia sorvolarono l’area di Masua, ma quando capirono che lo sviluppo di quelle zone avrebbe comportato l'onere delle bonifiche, decisero di fare marcia indietro. Noi oggi, invece, quelle bonifiche le stiamo realizzando e aggiungeremo zone ricettive». E sulle critiche sulla Ztl ha detto: «Chi pensa che il centro si svuoti per colpa delle norme non ha colto i cambiamenti in atto».
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