Inviata
Porto Cervo. Una brezza misericordiosa allenta l’afa nella piazza assolata che da ieri porta il nome del fondatore della Costa Smeralda, principe Karim Aga Khan IV. Accanto alla targa in ceramica, la statua in bronzo con il principe nell’iconografia degli anni Sessanta, con i suoi 25 anni e una t-shirt, il braccio che indica la sua creatura.
Una cerimonia composta e sentita ieri ha suggellato l’omaggio del Comune di Arzachena all’uomo prima ancora che all’imprenditore illuminato. Sul palco il figlio Rahim, Aga Khan V, nuovo capo religioso della comunità ismailita. Per lui, a fine cerimonia, il sindaco Roberto Ragnedda ha una sorpresa, l’annuncio della cittadinanza onoraria, lo stesso riconoscimento che ebbe il padre nel lontano 1965 quando lui non era neanche nato e la Costa Smeralda a sua volta muoveva i primi passi.
L’Aga Khan V
Il principe, accompagnato dallo zio Amyn e dai suoi due bambini che lo ascoltano seduti in prima fila, inizia il discorso in italiano e prosegue in inglese. «Una piazza è un luogo di incontro, di memoria e di comunità. Associare il nome di mio padre a questo spazio significa collocare il suo ricordo nel cuore di Porto Cervo: tra le persone, l’architettura, il paesaggio e il mare che egli amava così profondamente». Il racconto è quello di una storia d’amore. «Quando vide per la prima volta questo angolo di Sardegna, colse un paesaggio fatto di rocce granitiche, acque cristalline, colline, insenature e luce, comprendendo che il suo valore risiedeva proprio nella sua unicità. Da questa consapevolezza nacque una convinzione che avrebbe plasmato gran parte del suo operato successivo: lavorare in armonia con il carattere del luogo e proteggere le qualità che lo rendevano speciale. La Costa Smeralda divenne per lui un progetto nato da una grande passione. È per questo che la Costa Smeralda è stata apprezzata».
La visione
La visione è anche il tema degli interventi di Roberto Ragnedda e Alessandra Todde. «Karim Aga Khan è arrivato qua ventenne oltre 60 anni fa, quando le leggi urbanistiche ancora non esistevano», ha detto il sindaco: «Ha improntato la sua visione alla tutela, al rispetto della natura, dell’identità locale e delle persone. L’Aga Khan fa parte della nostra storia ma è importante indicare il suo esempio alle nuove generazioni».
«Karim Aga Khan ha saputo immaginare ciò che non era immaginabile – ha detto la presidente della Regione – il suo è un nome che ha segnato la storia della Sardegna contemporanea. L’isola oggi ha il compito di continuare a essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano e la qualità della vita di chi ci abita tutto l’anno».
Il bronzo della scultura ideata dagli artisti Valentina Lucaroli Orejon e Maicol Borghetti e realizzata dalla Fonderia artistica versiliese a Pietrasanta «richiama una delle espressioni più alte della cultura preistorica della Sardegna», ha spiegato il direttore artistico Roberto Concas. Da oggi, c’è da scommetterlo, il selfie col principe in piazza insidierà quello della celebre pietra.
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