L’inchiesta.

Il money transfer «come bancomat» 

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Il titolare del Money Transfer alla Marina si era trasformato in una specie di bancomat: lo evidenziano le indagini della Squadra Mobile che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari per rapina, a carico di William Cabras, 22 anni di Assemini, e Robertino Mulleri (22, Monastir), finiti in carcere e responsabili, secondo le accuse, anche di una tentata rapina con Alessandro Vacca (21 anni di Decimo) e Riccardo Zara (29, di Assemini), ora ai domiciliari.

Nelle intercettazioni uno degli indagati spiega come un “bangladino” «porta soldi in un posto» e una volta al mese «gli prendono tutto». Gli sviluppi sulla rapina dello scorso 4 giugno 2024 (erano già stati arrestati due colpevoli) sono arrivati grazie a informazioni emerse da un’inchiesta antidroga e anche dalle chat dei telefoni cellulari sequestrati nelle indagini, in particolare in una chat denominata «lavoro muratori», usata per scambiarsi le info sui colpi. (m. v.)

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