A Boston.

Il crollo della Germania 

Il Paraguay si impone 5-4 nella serie finale dagli undici metri 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La corazzata Germania affonda al primo vero scoglio dei suoi Mondiali, eliminata dal Paraguay dopo un estenuante braccio di ferro deciso solo ai rigori. La prima grande sorpresa del torneo è dei sudamericani di Gustavo Alfaro, che reggono 120’ più recupero (andando anche in vantaggio, con un gol di Enciso al 42’ di testa) e poi completano l’opera dal dischetto.

Tutto il volume di gioco messo in campo dai tedeschi (reduci dal campanello d’allarme della sconfitta contro l’Ecuador) ha prodotto solo un gol, di Havertz al 54’ a correggere in rete un traversone da sinistra di Wirtz. Superati indenni i supplementari, sempre sull’1-1, i paraguaiani si sono presentati con lo spirito giusto alla lotteria dei rigori, imponendosi per 4-3 e gettando nella disperazione una nazionale, e i suoi tifosi, che dal 2014 non riesce a raggiungere gli ottavi di un Mondiale.

La disfatta

Dopo 90’ di predominio (sterile) tedesco, nei supplementari la ruota è sembrata girare verso la Germania quando Tah ha battuto di testa Gill su calcio d’angolo. Ma la rete è stata annullata al Var, per un precedente fallo sul portiere di Anton. Le enormi energie fisiche e mentali spese da Wirtz e compagni hanno reso ancor più complesso il loro gioco e sono poi pesati anche ai rigori.

Gli errori di Havertz, Woltemade e il tiro altissimo di Tah hanno condannato i tedeschi, dopo che Neuer era riuscito con una parata su Balbuena a rimettere la sfida dal dischetto in carreggiata (Sanabria, della Cremonese, aveva sbagliato il precedente match point). Un’uscita di scena triste per il portiere, che sperava di celebrare in altro modo la sua 23ª (e ultima, come ammesso dopo la partita) presenza ai Mondiali, dove era stato richiamato in extremis.

Le contestazioni

Volo in ritardo e facce cupe. Il rientro della Germania da Boston alla sede del ritiro di Winston-Salem, dopo l’eliminazione, non è filato liscio: l’aereo è partito 2 ore dopo l’orario previsto. Tutta la delegazione aveva lo sguardo basso, con un’atmosfera cupa. «Non sono il tipo che scappa», ha detto il ct Nagelsmann, escludendo le dimissioni. «Se la federazione vuole che continui lo farò, se non vuole può dirmelo. Probabilmente molti vorrebbero vedermi fuori, ma andrei avanti». In tanti vorrebbero Jürgen Klopp al suo posto, ma l’ex tecnico del Liverpool (ora responsabile del settore calcio per la Red Bull e opinionista tv) ha smentito: «Non è il momento giusto per parlarne, e il mio non è un impiego part-time».

Ed è bufera anche per il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che sui social ha scritto «Anche se l’eliminazione fa male: Che partita!», scatenando l’ira di pubblico e mondo politico. La gioia, invece, è tutta del piccolo e testardo Paraguay. Che ha immediatamente decretato festa nazionale per un successo storico.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI