Selargius.

Il bonus affitti va ai proprietari 

Niente più soldi all’inquilino moroso: «Così evitiamo gli sfratti» 

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Il contributo per l’affitto non andrà più all’inquilino moroso, ma direttamente al proprietario di casa. Una svolta decisa dal Comune di Selargius per scongiurare gli sfratti e per evitare che il bonus venga speso per altro.Lo ha sancito la Giunta comunale recependo la facoltà prevista dalla legge nazionale che ha istituito il Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.

La scelta

La delibera, approvata all’unanimità, di fatto cambia le modalità di erogazione dei fondi ripartiti dalla Regione. «Abbiamo voluto recepire questa norma per dare una risposta concreta a due problemi - spiega l’assessore alle Politiche sociali Sandro Porqueddu, che ha fortemente voluto il provvedimento -. Il primo è evitare che il contributo, che nasce per pagare l'affitto, venga utilizzato dall’inquilino per altre spese, lasciando comunque il debito con il proprietario. Il secondo, più importante, è scongiurare gli sfratti. In un momento economico difficile come questo, non possiamo permettere che una famiglia perda la casa perché il contributo non arriva a sanare la morosità».Il bonus affitti ogni anno viene chiesto da oltre 300 selargini in difficoltà. Fino ad oggi il meccanismo era lineare: il Comune erogava il contributo all’inquilino in possesso dei requisiti previsti dal bando regionale, e spettava a lui saldare il proprietario. Un sistema che, nei fatti, non sempre ha funzionato.

Come funzionerà

Con la nuova delibera, in caso di morosità accertata, il contributo verrà liquidato direttamente al locatore, a sanatoria del debito. «È una misura di buon senso e di tutela per entrambe le parti - prosegue l’assessore Porqueddu -. Tuteliamo il proprietario, che spesso è un piccolo locatore che aspetta da mesi i canoni, e tuteliamo soprattutto l’inquilino in difficoltà, perché gli evitiamo di accumulare un debito che poi sfocia inevitabilmente in uno sfratto esecutivo. Il denaro pubblico deve servire allo scopo per cui è stato stanziato: mantenere la casa». La Giunta ha stabilito che l’erogazione al proprietario sarà subordinata alla sottoscrizione di una «dichiarazione congiunta e di un accordo di sanatoria della morosità tra conduttore e locatore». Inquilino e proprietario dovranno quindi certificare insieme l’ammontare dei canoni non pagati e concordare che il contributo venga imputato a copertura, totale o parziale, di quel debito.

L’obiettivo

Ora gli uffici dovranno predisporre la nuova modulistica. «Non è un provvedimento punitivo verso le famiglie in difficoltà, ma al contrario è uno strumento per aiutarle davvero - conclude Porqueddu -. Vogliamo che il Fondo affitti resti un salvagente contro l’emergenza abitativa, non un sussidio generico. Se col contributo si paga direttamente l’affitto arretrato, evitiamo contenziosi e sfratti, e diamo stabilità abitativa».

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