Piazza Dessì.

I sopravvissuti del mercato civico 

Solo dieci box aperti (su 27) e pochi clienti. Gli operatori: «Il Comune intervenga» 

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«L’unica cosa che funziona bene qui è l’aria condizionata, per il resto è una disperazione». Lo dicono e lo ripetono gli operatori del mercato civico di piazza Dessì, e a guardarsi intorno lo scenario generale lo conferma: una quindicina di box vuoti, pezzi di soffitto che mancano, problemi all’illuminazione, porte d’ingresso che sbattono mentre negli anni i clienti sono diventati sempre meno. «Il Comune faccia qualcosa, così non riusciamo a lavorare bene», l’appello disperato dei dieci reduci rimasti dietro ai banconi in piazza Dessì.

La desolazione

Alcune decorazioni natalizie sono ancora qui. «Ci è passata pure la voglia di togliere e rimettere gli addobbi, abbiamo poco da festeggiare», dice Katia Serra, presidente del consorzio degli operatori mercatali del centro di Quartu. Il suo angolo di frutta e verdura è uno dei pochi che resiste, e che dà un tocco di colore dentro la struttura comunale che da anni attende una svolta, insieme a qualche box di carne e pesce. «Bei tempi quando il mercato era al completo e c’era un via vai continuo di clienti», ricorda. In origine ventisette, ora dieci. «Alcuni sono andati in pensione, altri non riuscivano a sostenere le spese di gestione, altri ancora hanno deciso di andare a lavorare da altre parti», racconta con un pizzico di nostalgia.

Stalli per i residenti

I problemi sono tanti. «Credo non ci sia bisogno di fare tanti di giri di parole, basta entrare per capire che questo mercato ha bisogno di interventi urgenti», dice ancora la presidente del consorzio. «Uno spreco tenere questa struttura immensa sottoutilizzata: duemila metri quadri che andrebbero gestiti meglio». Al piano terra il mercato ridotto ai minimi termini, su l’archivio del Comune. «Non hanno mai cambiato le porte all’ingresso, noi non possiamo fare più di tanto visto che non siamo proprietari». Altra nota dolente i parcheggi: «Sono quasi tutti riservati ai residenti, e per i nostri clienti non ci sono spazi per la sosta», fa notare Franco Trincas, titolare del banco di pesce e vice presidente del consorzio. «Chi fa la spesa qui si fa accompagnare da qualcuno che sta in macchina ad aspettare, oppure viene a piedi».

Prove di resistenza

C’è anche chi, proprio per questo motivo, ha rinunciato agli acquisti nel mercato di piazza Dessì. «Facciamo sempre più consegne a domicilio infatti, un servizio in più che offriamo per andare incontro ai clienti affezionati e cercare di resistere», aggiunge la presidente.Tutti d’accordo sul no alla demolizione. «Serve una manutenzione generale», dicono Trincas e Serra a nome del gruppo di operatori del mercato, «buttare giù questa struttura e ricostruirla costerebbe troppo, e chissà quanto tempo ci metterebbero». Come loro la pensa anche Margherita Gessa, del banco macelleria all’ingresso: «Va risolto prima di tutto il problema parcheggi, basterebbe dimezzare gli stalli riservati ai residenti e almeno trenta metterli a disposizione dei clienti del mercato e delle attività di via Porcu. E va fatto un bando per affidare i box vuoti a nuovi operatori, magari puntando su rosticcerie e attività che possano portare qui più clienti per tutti».

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