Lula.

I nuovi priori: «Felici ed emozionati» 

San Francesco, il vescovo sceglie Giuseppe Loddo e Luisa Puddighinu 

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Giuseppe Loddo e Luisa Puddighinu, marito e moglie, sono i nuovi priori della festa di San Francesco di Lula. La designazione è stata ufficializzata ieri mattina dal vescovo Antonello Mura, al termine di un percorso condiviso con il comitato, rappresentativo delle parrocchie cittadine, il presidente don Stefano Paba e il parroco di Lula, don Totoni Cosseddu. Loddo, nato il 19 marzo 1954, e Puddighinu, nata il 24 ottobre 1958, appartengono alla parrocchia di San Paolo di Nuoro e raccoglieranno il testimone, al termine della festa di maggio, da Giovanni Farina e Daniela Marongiu, che stanno organizzando gli eventi in sintonia con il vescovo e il comitato.

La nomina

Come da tradizione, è avvenuta dopo l’accettazione formale e la sottoscrizione dello statuto e del regolamento della festa. Si tratta di un incarico da sempre sentito e che si inserisce in un anno significativo per il Santo. Il santuario di Lula è tra i luoghi in cui è possibile ottenere l’indulgenza plenaria. Grande l’emozione dei nuovi priori, che proprio nel 2026 celebrano cinquant’anni di matrimonio. «Siamo davvero felici, non contenti, ma di più - dice Loddo -. Ovviamente dal lato organizzativo siamo ancora in alto mare, abbiamo appena ricevuto la notizia. Ad ogni modo siamo entusiasti e pronti a dare il nostro contributo, abbiamo sempre lavorato e siamo sempre stati attivi anche per diversi priorati. Mi auguro che in città si continui così. Sia io sia Luisa siamo molto legati a san Francesco, lo erano anche i miei genitori, in particolare mio padre. Ricordo che facevo con lui il cammino; ora realizzo un suo sogno. È stato lui a trasmettermi questa devozione». Racconta Luisa Puddighinu: «I miei genitori si conosciuti proprio andando al santuario di Lula, mio padre era di Orgosolo e mia madre di Mamoiada: si sono incontrati a metà strada. Ci hanno trasmesso il loro amore e la devozione. Mio marito è andato tante volte a piedi, e la tradizione è continuata negli anni. Ora è il nostro cinquantesimo anno di matrimonio, lo prendiamo come un segno e un dono». Il vescovo ha espresso l’auspicio che le celebrazioni rappresentino «un’occasione per un rinnovato cammino di fede».

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