Il focus.

Hotel Mediterraneo, svolta vicina 

Presentato al Comune il parere preventivo per la riqualificazione 

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Dove prima c’era il bancone di uno dei bar più rinomati e frequentati della “Cagliari da bere” ora ci sono cumuli di macerie e rifiuti di ogni genere. L’Hotel Mediterraneo - sino a 12 anni fa punto di riferimento per convegni e squadre di calcio di Serie A che dovevano affrontare la formazione rossoblu, incontri sindacali e politici – vive in uno stato di abbandono. Tra i rovi e la foresta spontanea che lentamente sta avvolgendo la struttura, spuntano pozzanghere d’acqua habitat ideale per insetti e piccioni. Mentre l’ingresso di quella che un tempo era la hall, spesso è occupato da un artista di strada.

Il progetto

Qualcosa sembra muoversi dopo anni di liti e beghe giudiziarie. Le società russe Reistar (proprietaria del complesso immobiliare) e Reiservice (titolare dell’azienda alberghiera e del caffè Mediterraneo) hanno dato mandato alla “Secured solutions”, di Fausto Mistretta, di avviare l’iter burocratico per la demolizione e ricostruzione dell’edificio, che dovrebbe ospitare circa 100 camere. Un’operazione che, se andrà a buon fine, prevede un aumento di volumetrie del 30 per cento. Tanta roba. La palla è nelle mani del Comune, al quale la società di progettazione ha presentato uno studio preliminare per la riqualificazione dell’albergo chiedendo un parere preventivo. La situazione non è chiara. Da Palazzo Bacaredda, l’Ufficio edilizia privata afferma di aver chiesto ai proprietari dell’ex hotel un’integrazione che attesti la conformità del progetto al nuovo Puc adottato.

Mentre le vicende giudiziarie sono in pieno svolgimento, all’orizzonte spunta una novità importante. L’immobile potrebbe essere stato messo in vendita. Solo un’ipotesi, che non fa luce sui potenziali acquirenti in corsa per la struttura.

Lo sconcio

Per il momento, però regna il degrado. Non è stata sufficiente la diffida del 2018, della Giunta guidata anche allora da Massimo Zedda «per il decoro urbano e l’estetica dell’ambiente, nello specifico dell’area prospettante piazza Paolo VI e viale Armando Diaz». Il dispositivo prevedeva anche la realizzazione «tutte quelle opere necessarie per mitigare l’impatto visivo attuale della porzione di fabbricato incompiuto, mediante l’apposizione di idonea pannellatura o di teli protettivi che raffigurino l’immagine futura del fabbricato». Quei teloni non sono sufficienti, però, a nascondere lo sconcio di uno degli angoli più belli della città, tra la passeggiata di Su Siccu e la basilica di Bonaria.

La storia
Dodici anni fa gli eredi dell’imprenditore Romano Fanti vendettero l’Hotel Mediterraneo a una cordata russa. Il bar-pasticceria era un punto di appuntamenti domenicali e il piazzale esterno un parcheggio perfetto dove lasciare l’auto. I lavori iniziarono proprio con la demolizione della parte del bar e la realizzazione di una struttura in ferro che avrebbe costituito un nuovo “corpo” dell’albergo. Ma in breve tempo ci fu lo stop alla riqualificazione per ragioni legate all’embargo nei confronti della Russia e a una lite giudiziaria tra i proprietari e le imprese che stavano effettuando i lavori. Poi arrivarono i licenziamenti. Da anni è tutto bloccato, in attesa che qualcuno possa restituire al capoluogo un suo gioiello.

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