La convention.

Giulini: sullo stadio odissea che dura da dieci anni 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«Il nostro cammino verso il nuovo stadio di Cagliari è iniziato oltre dieci anni fa, quando rilevai il Club la squadra giocava tra Trieste, Tempio Pausania, Quartu Sant’Elena. Il Cagliari non aveva, di fatto, uno stadio dove giocare le sue partite casalinghe, in pochi mesi – grazie al sindaco Massimo Zedda e all’amministrazione comunale, la medesima che è nuovamente in sella da qualche anno – riuscimmo in poco tempo a tornare allo stadio Sant’Elia pur con una capienza limitata e poi a costruire la Unipol Domus, in poco più di tre mesi d’estate. In quell’impianto giochiamo dal settembre 2017. La speranza, allora, era che si trattasse di uno stadio provvisorio per poi entrare in poco tempo nel nuovo stadio che sorgerà accanto, al posto del vecchio Sant’Elia», dice il presidente del Cagliari Calcio Tommaso Giulini al convegno “Il futuro degli stadi italiani”, ospitato dal Festival della serie A di Parma.

«In questi anni ci siamo imbattuti in tantissimi enti, che hanno richiesto tantissime modifiche al progetto. Siamo riusciti a superare tutti gli ostacoli progettuali, poi è cominciata l’odissea degli aspetti economici e finanziari. Parliamo di un piano economico finanziario, che siamo abbastanza vicini a farci approvare, che deve ottenere la “Pubblica utilità del progetto”. Capiamo bene quanto sia complicato oggi in Italia costruire uno stadio».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI