Sardara.

Fondi per il Pip, ma restano le polemiche 

Gli imprenditori di Terra ‘e Cresia: «Ci sono lotti bloccati e nessuno ne parla» 

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L’area industriale di Terra ‘e Cresia rinasce a nuova vita: al via i lavori di riqualificazione ed ammodernamento. Il progetto è stato sviluppato dal Comune di Sardara dopo le richieste degli artigiani e degli imprenditori inascoltate dagli amministratori che si sono succeduti negli ultimi 25 anni. La voce delle imprese è unanime: «Ben vengano gli interventi urgenti e strutturali, ma serve maggiore attenzione. Una criticità per tutte, siamo rimasti al buio per 10 anni, i ladri hanno rubato i cavi di rame dell’impianto».

Il progetto

L’intervento, del valore di 350mila euro, 262.500 fondi della Regione e il resto cofinanziato dal Comune, interessa l’area compresa tra due importanti direttrici, l’ex è il nuovo tracciato della 131. Una posizione geografica che sin dal 1980, anno di nascita del primo lotto, ha calamitato l’attenzione anche di imprese “forestiere”, per la maggior parte respinte, allora c’era posto solo per i residenti. Ora la svolta. «L’iniziativa – ricorda l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Zucca – punta a generare nuove dinamiche e connessioni tra le realtà presenti, a partire dalla viabilità, marciapiedi e rotatorie, un nuovo assetto degli spazi pubblici, la cura del verde, l’illuminazione a led, cartellonistica, segnaletica verticale ed orizzontale». Quindici i lotti occupati, circa 50 i posti di lavoro tra dipendenti di imprese edili, trasporto, autolavaggio, rottami ferrosi e altro. Critico il capogruppo di minoranza, Ercole Melis: «Auguriamoci che i soldi non facciano la stessa fine dei 10mila euro di avanzo di amministrazione di qualche anno fa, mai spesi. Anche la questione dei lotti bloccati dal rischio idrogeologico, va risolta».

Le reazioni

«Qui si produce – ricorda un veterano dell’area, titolare di un’officina meccanica, Stefano Aru – ma la crisi si sente. Il lavoro non manca, penalizzato dalla scarsa attenzione degli enti pubblici. Dopo circa 40 anni, siamo all’anno zero, nonostante il nostro Pip sia stato uno dei primi a decollare nella zona e con successo. Poi tutto si è arenato. Dei lotti bloccati nessuno ne parla, come pure di una possibile estensione verso l’area termale. Nel frattempo, cacciati gli imprenditori di fuori, mentre quelli locali scelgono altri Comuni. Qui si soffre». Stessa analisi per Daniela Montisci: «Il mio settore è quello dell’abbigliamento da lavoro, ho clienti di tutta l’Isola, qui vengo ignorata. D’altronde, per anni la gente non riusciva neppure a trovare le vie delle nostre attività. La toponomastica per anni è stata solo sulla carte». Così per l’impresa edile di Massimo Porcedda: «Con la lottizzazione ferma e servizi assenti si cresce poco. Le imprese hanno bisogno di sostegno». L’ultimo arrivato, l'autolavaggio di Daniela Fois: «Il posto centrale e facilmente raggiungibile fa ben sperare. La messa in sicurezza è determinante».

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