Assolti perché il fatto non sussiste: a quasi dieci anni dallo scandalo dei fanghi (inquinanti secondo i primi test dell’Arpas) conferiti a Spiritu Santu, il giudice Tommaso Andorlini ha scagionato l’ex presidente del Cipnes, Mario Gattu, e il dirigente responsabile del settore ambiente del Consorzio industriale, Gianni Maurelli. La sentenza del Tribunale di Tempio riguarda il caso del conferimento a Spiritu Santu, la discarica consortile, di fanghi di depurazione provenienti dal territorio di Napoli e Caserta.
Nel 2018 l’impianto venne posto sotto sequestro e si parlò anche di infiltrazioni della criminalità organizzata del Casertano. Il processo ha fatto emergere altri dati e circostanze che neanche il dibattimento ha chiarito sino in fondo. Il difensore di Gattu e Maurelli, l’avvocato Marzio Altana, ha portato in aula gli operatori di Arpas che hanno smentito il conferimento di rifiuti altamente inquinanti (idrocarburi e metalli pesanti), spiegando di avere utilizzato nei test coefficienti del tutto sbagliati, che aumentarono a dismisura le quantità delle sostanze pericolose per l’ambiente. Il posizionamento dei fanghi dentro la discarica (illecito stando al capo di imputazione) era stato effettuato sulla base di indicazione di personale di polizia giudiziaria.
Per chiudere c’è il tema della infiltrazione della camorra (tema non entrato nel processo ma collegato almeno inizialmente al caso). In realtà i depuratori dai quali provenivano i fanghi non erano gestiti da società controllate dalla camorra, erano stati invece invece commissariati e i conferimenti (dopo anni di sversamenti in aperta campagna nel Casertano) erano regolati da contratti stipulati con il Cipnes. ( a. b. )
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