L’accordo.

Einstein Telescope, primo mattone 

Intesa per realizzare a Nuoro una sede dell’Istituto di geofisica e vulcanologia 

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Non solo la corsa all’Einstein Telescope, ma una vera missione scientifica strutturata e permanente che guarda anche alla mappatura delle risorse idriche e del sottosuolo della Sardegna, con ricadute dirette in termini di sviluppo economico, formazione e attrattività. È questa la portata dell’accordo siglato ieri a Nuoro tra l’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), la Regione e il Comune di Nuoro, preceduto dal sopralluogo all’ex Artiglieria, destinata a diventare il nuovo polo scientifico-universitario del capoluogo. Insomma, un “ecosistema” della ricerca. L’intesa, firmata dal sindaco Emiliano Fenu, dalla presidente della Regione Alessandra Todde e dal presidente dell’Ingv Fabio Florindo, porta una sede dell’istituto a Nuoro per promuovere progetti di elevata valenza scientifica, formazione e trasferimento di tecnologie e know-how, visione che va oltre il grande progetto Et e punta a radicare la ricerca in Sardegna.

Polo di ricerca

Il Comune metterà a disposizione i locali dell’ex Artiglieria. Qui sorgerà una sede istituzionale dell’Ingv, spazio aperto alla collaborazione con università ed enti di ricerca, capace di attrarre studenti, ricercatori e investimenti. Un’infrastruttura scientifica, che rafforza la candidatura di Sos Enattos, ma destinata a produrre benefici duraturi non solo per il Nuorese. «Non firmiamo accordi senza gambe - ha spiegato la Todde - costruiamo un’iniziativa culturale e scientifica che arriva da lontano». Ha ricordato che la sede di Nuoro consentirà di affrontare temi strategici sulla conoscenza delle risorse idrogeologiche dell’Isola. «In un momento in cui l’acqua è una risorsa sempre più critica - ha aggiunto - avere una mappa organica del sottosuolo significa offrire strumenti concreti alla Regione, all’agricoltura, alla pianificazione e allo sviluppo economico».

Investimento e futuro

Per il sindaco Fenu, l’accordo è «il primo passo concreto per trasformare Nuoro in una città aperta al mondo, all’innovazione e alla ricerca». L’ex Artiglieria, «diventerà un luogo in cui enti di ricerca vivranno fianco a fianco, restituendo centralità al capoluogo». Su questo è il presidente dell’Ingv, Florindo che sottolinea «c’è una convergenza eccezionale tra istituzioni locali, Regione ed enti nazionali. Noi mettiamo tutte le nostre energie in questa sfida, crediamo che la Sardegna rappresenti un’occasione unica non solo per l’Et, ma per sviluppare ricerca avanzata, formazione e conoscenza». I dati raccolti contribuiranno a migliorare comprensione dei processi geologici e idrogeologici dell’Isola. Un progetto per il territorio, presente ieri con i Comuni di Lula, Orune e Onanì, insieme alle Università di Cagliari e Sassari e agli enti di ricerca coinvolti, tra cui Infn e Inaf. Sarà istituito un Comitato di indirizzo composto da Regione, Comune e Ingv. Un passo verso la costruzione quell’ecosistema scientifico con la Sardegna terra di ricerca e innovazione, che affianca e rafforza la sfida dell’Einstein Telescope.

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