La grande vela.

Effetto regata: la città guarda avanti 

La Regione: «Ritorni economici superiori ai 50 milioni previsti all’inizio» 

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Cagliari finalmente capitale del mare. È questo il bilancio che emerge all’indomani della chiusura della 30th Preliminary Regatta Sardinia, la tre giorni di gare – quattro considerando anche la cerimonia inaugurale – che ha portato gli occhi del mondo sulle acque del Golfo degli Angeli. Le aspettative erano tante, la paura di farsi trovare impreparati anche di più, ma il risultato finale viene promosso da istituzioni e organizzatori: la città ha retto la sfida e ha mostrato una capacità di accoglienza e gestione all’altezza di un evento internazionale.

Il bilancio

La Regione parla già di un’eredità destinata a durare. «Stimavamo un impatto economico di 50 milioni di euro e riteniamo che la cifra sia stata abbondantemente superata», spiega l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu. Un risultato che, secondo l’assessorato, va oltre i numeri immediati e riguarda soprattutto la visibilità conquistata da Cagliari e dalla Sardegna nel circuito internazionale della vela.

Per giorni il porto e il waterfront sono diventati una vetrina globale: dirette, riprese dall’alto, droni ed elicotteri hanno raccontato una città in festa, con immagini che hanno fatto il giro del mondo e che hanno restituito l’immagine di una Cagliari insolita, che in molti hanno paragonato a Montecarlo.

L’alberghiero

Anche il comparto alberghiero, con il uso “tutto esaurito”, guarda al futuro: «Cagliari ha dimostrato di poter ospitare un turismo d’élite – osserva Fausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna –. Non dobbiamo pensare solo alle presenze di oggi, ma ai milioni di turisti che potrebbero arrivare nei prossimi anni grazie a questa vetrina». C’è ancora tanto lavoro da fare, conclude Mura, «ma quanto visto in questi giorni dimostra che la città può essere pronta per sfide ancora più grandi».

Il porto

Dietro il successo dell’evento c’è anche l’incessante lavoro dell’autorità portuale, promotrice della riqualificazione del lungomare. «Abbiamo ricevuto messaggi da tutta Italia con complimenti per il porto e per la città – racconta il presidente Domenico Bagalà –: è stato un gioco di squadra vincente». Un risultato che, secondo l’Adsp, dimostra come Cagliari possa ospitare eventi internazionali anche fuori dalla stagione estiva. «La cosa più importante è aver capito che possiamo farlo tutto l’anno. Bisogna solo crederci». I lavori sul waterfront, inoltre, rappresentano soltanto il primo passo. «La passeggiata sul porto continuerà verso la Rinascente e dal 2029, «con lo spostamento dei traghetti fuori dal centro», si libereranno nuovi spazi oggi interdetti alla città. L’obiettivo è realizzare «aree verdi, spazi per eventi e un grande palco dietro il molo Sabaudo», conclude Bagalà.

Il commercio

Per il comparto commerciale però, un successo solo a metà. Secondo un primo sondaggio di Fipe Confcommercio, tra bar, ristoranti e locali, soltanto un terzo degli operatori ha registrato un netto aumento degli affari. Tanti i tavolini pieni quindi, ma solo nell’area direttamente interessata dagli eventi. Per molti altri, soprattutto fuori dall’area del porto e del villaggio regate, il flusso di visitatori non si è tradotto in maggiori incassi. «L’evento ha proiettato Cagliari come mai prima d’ora, ma non è riuscito ad agganciare completamente il tessuto economico urbano», ha spiegato il presidente dell’associazione Emanuele Frongia.

Eppure un segnale importante arriva da alcuni imprenditori. «Diversi quelli che hanno lavorato con una clientela internazionale e altospendente mai vista prima in città». Un mercato nuovo, che potrebbe aprire prospettive inedite per il Sud Sardegna. «Dobbiamo riprenderci il porto – Frongia lancia una sfida –. Per il commercio e per la città il legame con il mare deve diventare sempre più forte. È questa la chiave vincente per il futuro».

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