Il caso.

Effetto accise, campagne senza scudo 

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L'aumento del costo industriale dei carburanti spinge i prezzi applicati dai distributori. I rincari stanno così, man mano, riducendo l'effetto del calo delle accise, di fatto dimezzandone l'effetto. Rispetto ai prezzi medi praticati prima del varo del decreto del governo, il gasolio alla pompa scende solo di 12,7 centesimi di euro, a fronte di un taglio delle accise di 24,4 centesimi, e la benzina cala di 15 centesimi.

Se si guarda al prezzo applicato ieri rispetto a sabato il gasolio ha visto aumenti generalizzati del prezzo medio e la benzina ha visto una sola riduzione, di 0,1 centesimi, in Molise. È evidente che, quando l'8 aprile il Dl Carburanti avrà terminato i suoi effetti, i prezzi torneranno a salire se non ci saranno altri interventi. L'indicazione che è arrivata nei giorni scorsi dalla Bce. Possibile una proroga, ma sarà necessario trovare le risorse, un compito non facile che spetterà al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il pressing riguarda anche l'estensione dello sconto ad alcune categorie.

Delle misure hanno beneficiato l'autotrasporto e la pesca. È rimasto escluso il settore agricolo che ha iniziato un pressing legato anche al possibile aumento dei prezzi per la filiera alimentare. C'è poi il decreto bollette: in Parlamento, dopo il confronto in sede europea sugli Ets, il decreto ripartirà nel proprio iter. Al momento la misura che riguarda le famiglie prevede un bonus di 115 euro per i titolari del bonus sociale, in genere le famiglie meno abbienti. «L'augurio è che la politica rimedi a una decisione che sa di beffa verso uno dei settori produttivi che rischia di pagare le conseguenze più gravi della crisi in corso». L'allarme arriva dal presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, che ha ricordato come l'operazione di controllo commerciale, messa in campo per i prossimi venti giorni da Roma, non abbia tenuto conto dell'emergenza che dall'inizio delle ostilità ha investito le campagne. «A trascinare l'impennata dei prezzi dei fertilizzanti, che supera il 30% - ha proseguito Taras -, è l'aumento di oltre il 50% dell'Urea: concime azotato derivato dal trattamento del gas naturale e prodotto nel Golfo Persico per circa la metà del fabbisogno mondiale. L'Urea è un fertilizzante indispensabile per i trattamenti agricoli a partire da quelli previsti già da queste settimane nelle colture di cereali, in primis grano duro, e per le coltivazioni primaverili ed estive».

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