Un mutuo milionario che «indebita» il Comune e «graverà sui cittadini per decenni»; l’introduzione dell’Irpef e l’aumento di Imu e Tari, scelte che «pesano in modo insostenibile sulle famiglie»; un «fuggi fuggi» del personale amministrativo.
Annunciando il voto contrario su due punti previsti all’ordine del giorno (l’approvazione del rendiconto di gestione del 2025 e la variazione di bilancio per il triennio 2025/27) dipingono Senorbì come un «paese abbandonato dai suoi amministratori» spingendo il primo cittadino a replicare respingendo al mittente le accuse e contestando all’opposizione di non essere stata capace negli anni di presentare «una interrogazione, una mozione, una interpellanza» assumendo in alcune occasioni una posizione definita «da incoscienti».
Insomma, l’aria è tesa e a questo si aggiungono le recenti dimissioni di Luca Sirigu da presidente del Consiglio.
I punti
Cinque i punti nei quali si è articolato l’attacco della minoranza. Per primo l’introduzione dell’Irpef, l’aumento di Imu e Tari e il mutuo da 1,2 milioni acceso dal Municipio: decisioni che «pesano in modo insostenibile su famiglie e attività» e «graveranno sui bilanci e sui cittadini per decenni». Un voto che giocoforza ha dovuto comprendere anche la voce sui finanziamenti ai malati, perché parte di un solo punto. Poi le strade del paese «piene di buche mai riparate» e le «perdite di acqua» in corsa da «settimane» senza che l’amministrazione chieda «interventi risolutivi» ad Abbanoa.
Quindi li lavori ancora in corso sul campo comunale e quelli neanche cominciati sul terreno di Arixi e la richiesta di sapere dove siano «finiti i finanziamenti per la chiesa di San Sebastiano, il Teatro comunale, i dissuasori di Arixi».
Infine lo svuotamento della macchina amministrativa, col personale che va via e «non viene sostituito» e dunque la difficoltà del Comune a fornire servizi; e la pietra con la scritta Senorbì donata dai ragazzi della consulta giovanile che «da mesi attende di essere sistemata». In conclusione, l’opposizione chiede «un cambio di passo immediato» perché «Senorbì deve tornare a essere la capitale della Trexenta».
La replica
Netta la risposta del primo cittadino: «L’opposizione ha a disposizione mozioni, interpellanze e interrogazioni» per interloquire ma «non ne ha mai presentato una. Eppure c’è chi sta su quei banchi da oltre vent’anni». Poi la replica nel merito. «Quando si amministra si deve tenere presente la funzione: fare il bene della comunità». Atteggiamento che la minoranza non avrebbe tenuto. «Il suo voto contrario su voci che ci avrebbero consentito di ottenere fondi per i rimborsi a pazienti anche oncologici e nefropatici è stato quasi da incoscienti». Mentre l’astensione sul via libera all’etichettatura dei prodotti agricoli, proposta della Coldiretti, «credo sia dovuta alla mancata lettura degli atti. Altrimenti non si spiega».
Sugli impianti sportivi «abbiamo investimenti importanti» con campi di padel, la sistemazione dei seggiolini e il fotovoltaico sulle tribune, che «consentirà agli atleti di avere acqua calda». Inoltre «entro il mese affideremo i lavori per realizzare un campo in sintetico anche ad Arixi: siamo l’unica amministrazione nell’Isola che in pochi anni ne ha costruito due col fondo in sintetico». Le strade «non sono abbandonate, anzi: stiamo asfaltando tutte quelle interessate da lavori di Enel, Abbanoa e fibra».
L’addio
E poi ci sono le dimissioni di Sirigu, che «ha lasciato due settimane fa ma già da settembre è venuto poche volte in Consiglio». Pare non condivida la linea politica della Giunta, «che però aveva approvato a inizio consiliatura». Anche il consigliere Filippo Follesa, ex vice sindaco, marito di Paola Casula, sindaca di Guasila e consigliera regionale con Sinistra Futura, si farebbe vedere poco.
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