Due milioni di euro per ampliare la discarica di Scala Erre. Li stanzia il Comune per lavori da fare lungo nove ettari nei terreni vicini. Ma non si tratta di un cantiere destinato al trattamento dei rifiuti. «Si vuole invece- ha spiegato ieri a Palazzo Ducale in Commissione Ambiente Paola Madau, funzionaria del settore - realizzare parcheggi, spazi per lo stoccaggio del compost maturo, e ottimizzare la viabilità all’insegna della sicurezza». La pratica, che ha già ricevuto, per quanto riguarda il documento di progettazione, la recente presa d’atto della giunta, porterà a “consistenti espropri”. Così li definisce il dirigente del settore, Gianni Pisoni, che aggiunge: «L’attuale zona H dovrà essere trasformata». Dopo il conferimento del 60% del residuo secco al termovalorizzatore di Tossilo, ci si chiede poi quanto sarà l’aspettativa di vita di Scala Erre e dei suoi 16 ettari, sempre più colmi. «Otto anni con le nuove volumetrie concesse dalla Regione», risponde Pierluigi Salis, assessore alla Transizione ecologica. L’arco temporale è identico anche per l’ipotesi di far nascere un termovalorizzatore nel sassarese. «Ci stiamo ragionando - continua Salis - Magari con la formula del project financing coinvolgendo le aziende che già lavorano in questo ambito. Ma prima serve la modifica del piano regionale».
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