La Sp2 si porta a casa altri due milioni e mezzo di euro, ma era inevitabile: la quattro corsie da Portoscuso a Villamassargia (transitando per molti chilometri dentro il territorio di Carbonia) ha ancora tratti in condizioni pietose. E i quasi dieci milioni già spesi in questi anni per metterla in sicurezza non si sono rivelati, come prevedibile, sufficienti. Nei mesi scorsi il nuovo presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai aveva anticipato che era in dirittura d’arrivo lo stanziamento di un nuovo cospicuo finanziamento. Due giorni fa, così è stato: il Consiglio provinciale ha formalmente iscritto a bilancio il fondo regionale di 2 milioni e mezzo per manutenzioni e messa in sicurezza.
Il programma
«Prevediamo», anticipa il consigliere delegato ai Lavori pubblici Sasha Sais, «di destinare la totalità della somma ai tratti di manto stradale della Sp2 che da anni non godono delle manutenzioni necessarie e che dopo le abbondanti piogge recenti sono diventati ancor più pericolosi: i risultati saranno tangibili e risolutivi». Gli ultimi interventi massicci risalgono a tre anni fa: col precedente commissario della Provincia Mario Mossa erano stati stesi (7 milioni di euro) 10 chilometri di barriera centrale in cemento. Erano stati reclamati a furor di popolo dopo gli incidenti mortali (addirittura otto decessi fra il 2022 e 2023) provocati da scontri frontali per invasioni di corsia.
Le condizioni
Poi era stato usato un fondo di 700mila euro per risanare un segmento fra Barega e Villamassargia, costellato di avvallamenti, cedimenti, sgretolamenti, buche, ma anche per installare nuovi pannelli rifrangenti sui guardrail laterali. Bene, ma insufficiente perché in condizioni preoccupanti ci sono non pochi tratti fra Barbusi (all’uscita di Carbonia) e Barega, fra Sirai e Flumentepido, altri nel segmento fra gli svincoli di Paringianu e l’accesso a Portoscuso, nel discesone che coincide al punto in cui scorre il fiume Flumentepido. Sono costellati di pericolose imperfezioni anche gli svincoli. E lasciano perplesse le condizioni di alcuni segnali stradali coperti da guard-rail o da vegetazione. Ora ecco i due milioni e mezzo: «Non basteranno per sistemare la strada nella sua totalità: per un miglior risultato servono 6 milioni, ci stiamo impegnando per recuperarli, e nel frattempo continueremo a lavorare per migliorare tutta la rete viaria del Sulcis Iglesiente».
Incuria decennale
Alcune strade sono in condizioni terribili da decenni, come ad esempio nel basso Sulcis la cosiddetta strada del mare verso la località di Porto Pino, cioè la Sp 73 nel pezzo che va dall’incrocio con la Sp 109 al bivio della frazione di Is Pillonis: una teoria di buche e crateri.
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