Pabillonis.

Così rinasce casa Deganu 

L’antica dimora padronale in ladiri diventerà un centro culturale 

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Ora il suo aspetto è di forte degrado, ma sarà recuperata e restituita alla comunità. Si tratta dell’antica casa padronale in terra cruda “Su Deganu”, situata in mezzo alla via Roma a Pabillonis. Oltre un milione e seicentomila euro la cifra disponibile per quest’intervento, che consentirà di riqualificare l’antico edificio in ladiri, trasformandolo in un polo culturale dedicato alle tradizioni popolari, con il restauro degli spazi interni e la sistemazione delle aree esterne.

I ricordi

Una storia che comincia nell’Ottocento. Appartenuta a famiglie di rilievo, nel suo trascorso è stata utilizzata in vari modi: abitazione civile, sede di attività agricole, ma anche, secondo alcuni in paese, in aiuto a soldati e sfollati durante la Seconda guerra mondiale. Ora non dispone di alcun servizio (allacci idrici, fognari, elettrici), che saranno oggetto di nuova realizzazione. Il complesso non comprende solo l’edificio principale su due livelli, ma anche un’ampia corte retrostante con spazi accessori e pertinenze agricole, per una superficie esterna di circa 930 metri quadrati, recuperati e valorizzati nell'intervento la cui cifra in gioco è di 1.634.869 euro nella disponibilità dell’Unione dei Comuni Terre del Campidano.

La donazione

Nel 2007 la casa fu donata, dall’allora famiglia proprietaria Cherchi, al Comune per la realizzazione di una struttura alberghiera attraverso un bando regionale. Non essendo andato avanti il finanziamento, con il passare del tempo è arrivato anche il definitivo degrado: nel 2013 l’alluvione Cleopatra contribuì a rovinare ulteriormente la casa padronale, il vecchio tetto e le strutture in legno, tanto che il Comune dovette mettere in sicurezza l’edificio con una gabbia di tubi metallici ancora presenti.

Il progetto

L’edificio storico diventerà così un polo culturale dedicato alle tradizioni popolari. Il progetto, coordinato dall’architetto Ramona Vidili, prevede la rifunzionalizzazione degli spazi.

«Sia gli interni sia la corte esterna ospiteranno attività di divulgazione e formazione, quali convegni, seminari, workshop e laboratori didattici», spiega il sindaco Riccardo Sanna. Il complesso sarà inoltre destinato ad accogliere e valorizzare oggetti rappresentativi della cultura agropastorale locale, provenienti da collezioni comunali e da donazioni private. «Su Deganu si configurerà non solo come museo tradizionale, ma come centro dinamico di promozione culturale del territorio», continua Sanna. Secondo il cronoprogramma, i lavori cominceranno alla fine del 2026 mentre la conclusione dell’intervento è stimata entro ottobre 2027.

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