Anziana perseguitata dalla vicina: insultata pressoché ogni giorno, minacciata anche con un bastone e messa in pericolo con del detersivo versatole sugli scalini di casa nel tentativo di farla cadere. Giuseppina Peddis, 60 anni, di Iglesias, è stata condannata a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, per stalking nei confronti di una condomina ultranovantenne.
La vicenda
Si è concluso davanti al giudice del Tribunale di Cagliari, Giuseppe Pintori, il processo di primo grado per i presunti atti persecutori nei confronti di una nonnina che all’epoca dei fatti aveva 91 anni. A presentare la querela è stata l’anziana, classe 1933, assistita dall'avvocata Stefania Mereu, che poi si è successivamente costituita parte civile. Secondo l'accusa, sostenuta dalla pm Ginevra Grilletti, Giuseppina Peddis avrebbe reso invivibile la vita della vicina con continui insulti e parolacce, ogni volta che transitava sotto le finestre dell’abitazione. Oltre alle offese e alle minacce, la donna avrebbe cercato di screditare la vittima agli occhi degli altri vicini, arrivando a sottrarle i vasi di fiori e a danneggiare le piante. Avrebbe inoltre versato volontariamente del detersivo sugli scalini di accesso all'abitazione, facendo filtrare l'acqua fino all'interno di casa, così da farle rischiare una rovinosa caduta, particolarmente pericolosa vista l’età. In estate, infine, l'avrebbe anche minacciata brandendo un bastone. Le condotte, sostiene la Procura, sarebbero andate avanti dal 2022 fino all'ottobre del 2024.
La decisione
Le contestazioni descrivono un’escalation di episodi che avrebbero provocato nell'anziana, che oggi ha 93 anni, «un perdurante e grave stato d'ansia e di paura», inducendola a temere per la propria incolumità e costringendola a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita. Nel corso del dibattimento Giuseppina Peddis si è difesa con l'avvocato Gianmarco Meleddu, ma al termine del processo il giudice Pintori ha ritenuto provate le imputazioni, condannando la 60enne a otto mesi di reclusione con pena sospesa. Dovrà anche frequentare un’associazione o un Ente che trattano specificatamente questo tipo di casi. Il giudice ha inoltre riconosciuto alla parte civile un risarcimento dei danni di 2.500 euro, oltre al rimborso delle spese legali. Ora si attendono le motivazioni della sentenza. Una volta depositate le motivazioni della sentenza la difesa potrà proporre appello.
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