Riola.

Concorso pubblico, minoranza all’attacco 

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Gli atti del concorso pubblico sono stati consegnati ai consiglieri, dopo che la minoranza si era rivolta al prefetto. La selezione finita sotto la lente era quella per cui il Comune di Riola non aveva chiesto la tassa di partecipazione,10 euro 33 centesimi a candidato. Cifra che serve a coprire i costi amministrativi e organizzativi sostenuti dalle amministrazioni per gestire la procedura. In questo caso, con 371 candidati il Comune avrebbe incassato tremila e 832 euro.

Nella risposta degli uffici, la mancata previsione della tassa viene ricondotta a esigenze di semplificazione amministrativa, per favorire la partecipazione e ridurre gli adempimenti legati agli incassi. Per Arriora, però, il punto resta aperto. «Se un regolamento comunale prevede una tassa, con quale atto è stata decisa la sua mancata applicazione?» chiede il capogruppo Cesare Secci. «In un Comune i ruoli devono essere chiari, la politica dà l'indirizzo, gli uffici gestiscono, la segreteria comunale garantisce la correttezza e il consiglio controlla. Se i confini si confondono, chi decide davvero dentro il Comune? Chiediamo che sindaco e Giunta esercitino il loro ruolo di indirizzo politico. Se un regolamento è superato, si cambi e se si vuole semplificare, lo si faccia con atti chiari. Non si può amministrare lasciando che le decisioni politiche diventino scelte di fatto degli uffici». ( s. p. )

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