Che fosse una questione scottante si era intuito da tempo. Ma ora l’ipotesi di far indossare caschetto e corpetto ai cavalieri rischia di spaccare il mondo della Sartiglia. Se i Gremi prendono una posizione netta in difesa della tradizione, la Fondazione Oristano anticipa tutti e, prima ancora che ci sia una decisione definitiva, acquista 120 caschetti e i paraschiena. Una scelta che non piace ai cavalieri, persino le selezioni di domani potrebbero saltare.
La novità
L’acquisto dei dispositivi di protezione (previsti dal decreto Abodi), costati circa 18mila euro, arriva dopo mesi di discussione. «Da tempo ci siamo confrontati sulle nuove disposizioni – spiega il presidente della Fondazione, Carlo Cuccu – la possibilità di utilizzare le misure di protezione apriva anche altri problemi fra cui i costi aggiuntivi per i cavalieri». E così si è pensato di sfruttare l’opportunità di un contributo regionale. «Anche noi condividiamo l’idea che si debba tutelare la tradizione – aggiunge Cuccu – ma abbiamo ritenuto opportuno acquistare i dispositivi per premunirci ed essere pronti a ogni evenienza. Inoltre si tratta di un investimento, potranno essere utilizzati anche in altre occasioni o noleggiati».
I Gremi
Non appena la notizia dell’acquisto dei caschetti si è diffusa nel mondo della Sartiglia, è arrivata puntuale la presa di posizione dei Gremi. In una lettera inviata al prefetto e alla Commissione provinciale di vigilanza, il presidente e il vice dei Contadini Salvatore Carta e Michele Pinna, e quello dei Falegnami Carlo Pisano chiedono di poter svolgere la giostra «nelle forme consolidate, già autorizzate, senza alterazioni che ne compromettano il valore estetico-rituale e identitario». Chiariscono che «la Sartiglia nella sua forma tradizionale e immutata da oltre cinque secoli, già garantisce i requisiti di sicurezza, salute e benessere di cavalieri, cavalli e pubblico». Ricordano che «la giostra non è un spettacolo né una gara sportiva agonistica» ma un rito identitario, sostenuto anche dal ministero della Cultura e dalla Regione. Un dato su tutti: «In oltre cinque secoli di storia documentata, la Sartiglia si è svolta senza incidenti con esito fatale». Secondo i Gremi, il sistema attuale è proporzionato ai rischi: fondo sabbioso, corse ritualizzate, selezione dei cavalieri e controlli veterinari. «Imporre modifiche che alterino l’estetica, il costume e l’immagine simbolica della Sartiglia equivarrebbe a comprometterne l’autenticità. Siamo pronti a tutelarla in tutte le sedi».
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