La catastrofe

Colombia devastata dal terremoto:  centinaia di vittime 

Dispersi, si scava fra le macerie  A Cali crolla un’ala dell’ospedale  

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Bogotà. Un violentissimo terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito di prima mattina la Colombia, provocando almeno 124 vittime, crolli e scene di panico. La scossa, durata secondo le prime informazioni addirittura quattro minuti, ha avuto epicentro nei pressi di San José del Palmar, nello Stato di Chocó, a circa 96 chilometri di profondità e 300 chilometri da Bogotà. Il sisma è stato avvertito in un'ampia area dell'America Latina, dall'Ecuador a Panama.

I centri più colpiti

Le città maggiormente colpite sono Cali, Pereira, Armenia e Manizales, che complessivamente contano circa 3,5 milioni di abitanti. A poche ore dal terremoto si registravano già decine di morti, numerosi feriti e molti dispersi, mentre i soccorritori continuavano a scavare tra le macerie alla ricerca di persone ancora vive. A Manizales è crollata anche la torre della Cattedrale.

Particolarmente drammatica la situazione a Cali, dove è crollato l'ospedale universitario: l'ala pediatrica e il reparto di terapia intensiva sono rimasti sepolti sotto le macerie e si teme per la sorte dei pazienti, molti dei quali bambini. Distrutta anche la Clinica Villa Salud, una delle principali strutture private della città.

Comunicazioni difficili

A Bogotà, dove la scossa è stata avvertita distintamente, non risultavano inizialmente vittime o danni gravi, ma i vigili del fuoco hanno avviato controlli edificio per edificio per verificare la presenza di lesioni strutturali. Nelle aree più colpite si sono registrate interruzioni nelle forniture di gas, elettricità e acqua. In difficoltà anche le comunicazioni telefoniche: le autorità hanno invitato la popolazione a utilizzare social network e WhatsApp per evitare il sovraccarico delle linee.

Stato di emergenza

Per motivi di sicurezza sono stati chiusi gli aeroporti di Cali, Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura. Le operazioni resteranno sospese fino alla conclusione delle verifiche sulle eventuali conseguenze del terremoto sulle infrastrutture.

Il presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato lo stato di emergenza per calamità naturale e annunciato una visita a Pereira per verificare personalmente la situazione e la risposta del governo. «Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo», ha detto. Il terremoto rappresenta il primo grave banco di prova per il presidente, insediatosi appena tre giorni fa.

Secondo l'ambasciatore italiano a Bogotà, Giancarlo Curcio, non risultano al momento cittadini italiani coinvolti. La Farnesina, insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani, segue l'evolversi dell'emergenza.

Paese a rischio sismico

La Colombia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico al mondo: si trova all'incrocio di tre placche tettoniche e registra decine di migliaia di terremoti ogni mese, nella maggior parte dei casi non percepibili. L'area colpita ieri è stata teatro di altri eventi devastanti: nel 1999 un sisma di magnitudo 6,2 provocò quasi mille morti ad Armenia, mentre nel 1983 un terremoto a Popayán causò 287 vittime.

Ora l'attenzione è rivolta anche al rischio di nuove scosse di assestamento.

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