Iglesias.

«Chiarezza sul futuro delle nostre coste» 

Confronto tra amministrazione comunale e cittadini sul piano dei litorali 

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Amministrazione e cittadini di Iglesias a confronto sul Pul, il Piano di utilizzo del litorale votato a giugno dal Consiglio comunale e ora sotto fase di osservazione.

Nel dibattito di martedì, organizzato nella Sala blu del Centro culturale, erano presenti i tecnici che hanno seguito la redazione del Piano, l’assessora all’Urbanistica Giorgiana Cherchi assieme ad altri assessori e consiglieri. Dall’altra parte, pronti a intervenire, i cittadini, soprattutto residenti a Nebida. Presenti in sala anche i titolari delle attività presenti sulle spiagge del territorio iglesiente.

Il dibattito

Il confronto è entrato subito nel vivo. Marino Muscas, residente a Nebida, ha ricordato l’origine mineraria delle spiagge di Nebida e Masua. «Quello che manca in questo Piano è un progetto di ripascimento. - ha osservato Muscas - Senza ripascimenti, secondo noi, queste spiagge tra circa trent’anni non ci saranno più». Muscas ha espresso inoltre perplessità sull’estensione delle aree di parcheggio e sulla localizzazione dei chioschi, chiedendo maggiore attenzione anche alla sicurezza.Il dirigente tecnico Alessandro Mulas ha spiegato che il Pul non ha competenze specifiche sul ripascimento, ma può individuare le criticità: «Abbiamo rilevato che quel ripascimento artificiale che avveniva grazie agli sterili minerari è venuto meno, ma l’arretramento della costa è un fenomeno ciclico. Il ripascimento potrà essere una tematica di interesse nel territorio costiero, ma occorrerà verificare la compatibilità ambientale dei materiali».

I dubbi

Numerose le domande di chi in quelle spiagge ha delle attività di ristorazione e svago, come i fratelli Marco e Matteo Galzerino, che hanno sollevato dubbi sulla percentuale di superficie destinabile alle concessioni e sui criteri utilizzati per stabilire servizi e spazi. A chiarire i dubbi è stata la tecnica Silvia Cuccu precisando che «il dimensionamento è stato effettuato sulla base delle direttive regionali e dei dati disponibili», mentre l’assessora Giorgiana Cherchi ha aggiunto: «È stata una scelta politica togliere la parte dell’ombreggio e dei lettini fissi, lasciando comunque la possibilità del noleggio».

Arianna Franzina ha poi posto il tema del servizio di salvamento, sottolineando che la presenza di una concessione garantisce attualmente una copertura che, a suo dire, non sarebbe sempre assicurata dal Comune: «Ci troviamo in un litorale pericoloso e ci ritroviamo spesso in condizioni molto critiche», ha osservato, chiedendo che il tema della sicurezza venga valutato. Chiarimenti da parte dei cittadini sono stati richiesti anche sui parcheggi, sull’accessibilità delle spiagge e sull’area destinata alle persone con disabilità a Bega Sa Canna. L’amministrazione ha precisato che il Piano individua le aree, mentre decisioni su gestione e attuazione saranno assunte successivamente.L’assessora ha chiuso il dibattito sottolineando che «l’obiettivo è intervenire non solo sulle spiagge di Masua, ma anche sugli altri tratti del litorale comunale, con infopoint, piccoli punti ristoro e solarium nella pineta di Masua dedicati ai soggetti fragili».

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