L’inchiesta

Case vacanza fantasma e false aste: nell’Isola cresce l’allarme truffe online 

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Migliaia di euro sfumati nel nulla, caparre volatilizzate con un clic e i risparmi di una vita che finiscono direttamente nelle tasche dei truffatori.

Con l’arrivo della stagione estiva e la corsa alla prenotazione delle vacanze, il mercato dei falsi affitti e delle truffe immobiliari nell’Isola registra un’impennata preoccupante. Un business illecito che si muove soprattutto sul web, capace di intascare cifre che vanno dai piccoli anticipi di 150 euro fino a colossali raggiri da 100mila euro. E proprio in vista del periodo di massimo afflusso turistico, l’Arma dei carabinieri ha deciso di rafforzare i controlli e le attività di prevenzione.

L’indagine

Annunci ingannevoli pubblicati sulle piattaforme social, portali specializzati in soggiorni turistici o siti di compravendita generalisti: le strategie utilizzate dai truffatori sono sempre più sofisticate. C’è chi punta a piccoli bottini, e chi invece riesce a mettere a segno raggiri da decine di migliaia di euro. Chi agisce nell’ombra di un portale online, ma anche chi si spaccia per agente immobiliare. Come nel caso di Sant’Antioco dove si sarebbe aggirato un falso professionista capace di indurre una vittima a consegnargli duemila euro di caparra per l’acquisto di uno stabile. Peccato che non esistesse alcun mandato da parte dei legittimi proprietari. Lo scenario più complesso è stato però ricostruito nel cagliaritano. Secondo quanto emerso dalle indagini, quattro persone avrebbero infatti orchestrato una falsa asta giudiziaria, falsificando documenti e millantando collegamenti con il Tribunale. Il raggiro avrebbe indotto una vittima a versare 100mila euro per un immobile di pregio in una rinomata zona costiera del capoluogo, mentre una seconda persona avrebbe pagato ulteriori 2mila euro per presunte spese notarili risultate inesistenti.

La mappa dei raggiri

Il terreno preferito dai truffatori resta comunque internet. Tra le tante le modalità diffuse, la più frequente è sicuramente l’annuncio di locazione per appartamenti in realtà inesistenti. È accaduto a San Gavino, dove una vittima, attirata dall’offerta di una casa vacanze in una località balneare dell’oristanese, ha versato un bonifico di 900 euro come anticipo a due truffatori che, incassata la somma, sono spariti nel nulla. Schema analogo anche ai danni di una residente di Maracalagonis, che avrebbe pagato 1.299 euro attraverso un portale specializzato per affittare un appartamento a Roma. Soltanto dopo il versamento avrebbe scoperto che l’immobile, in realtà, non esisteva. Ancora una vittima nel Medio Campidano, dove una persona, dopo aver fatto un bonifico istantaneo da 760 euro per bloccare un appartamento in affitto a Firenze, ha scoperto che quell’immobile pubblicizzato sui social non esistesse. C’è poi il caso di un residente del Sarrabus, beffato per 150 euro chiesti come cauzione per una settimana in una casa fantasma nel nord Sardegna.

Ma i carabinieri mettono in guardia anche per chi, in cerca di una casa in affitto, pubblica annunci online. L’agguato dei finti locatori potrebbe essere dietro l’angolo. Proprio a Gonnosfanadiga un’altra vittima sarebbe stata contattata da un sedicente proprietario che, con l’inganno, l’avrebbe convinta a effettuare tre bonifici per un totale di 400 euro.

I consigli dell’Arma

Cinque i consigli dell’Arma per evitare di incappare in queste truffe. La prima regola è diffidare delle offerte troppo vantaggiose rispetto ai prezzi di mercato e delle richieste di pagamento urgente. Spesso, spiegano gli investigatori, dietro l’apparente occasione si nasconde una truffa. È inoltre consigliabile utilizzare esclusivamente sistemi di pagamento tracciabili, no quindi a ricariche su carte prepagate, bonifici istantanei o versamenti su piattaforme poco trasparenti. Se la ricerca avviene tramite piattaforme ufficiale, mai spostare la conversazione o la transazione al di fuori del sistema di messaggistica e tutela del sito stesso. Fondamentale anche verificare l’identità del locatore e l’esistenza dell’immobile – se possibile attraverso un sopralluogo sul posto – e, soprattutto, affidarsi ad agenzie regolarmente iscritte. Infine, in caso di sospetti è fondamentale conservare ogni traccia delle conversazioni, delle ricevute di pagamento e degli annunci, e presentare tempestivamente denuncia.

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