Sanità.

Case di comunità, lavori in corso 

Aperte ufficialmente a Tramatza e Santu Lussurgiu ma sono ancora cantieri 

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Le Case di comunità sono state aperte ma alcune sono ancora dei cantieri. Ci sono poi sedi Ascot dove i pazienti vengono accolti da una guardia giurata e non da medici. Nell'Oristanese l'emergenza sanitaria è sempre più stringente, ecco perché i comitati e le associazioni insorgono.

Le Case di comunità

«Servono verifiche, trasparenza e rispetto del denaro pubblico». L’associazione Art 32, impegnata nella tutela del diritto alla salute, interviene di nuovo sulle Case della comunità di Tramatza (che accoglie anche i cittadini Milis e Bauladu) e Santu Lussurgiu (anche per i residenti di Seneghe e Bonarcado) chiedendo attenzione alla qualità degli ambienti sanitari. «Non possono essere considerate semplici contenitori nei quali collocare qualche ambulatorio - spiega il presidente dell'associazione, Cesare Secci - Sono presidi pubblici destinati ad accogliere cittadini fragili, anziani, pazienti cronici. In un ambiente sanitario la possibilità di pulire e disinfettare correttamente superfici, pavimenti, pareti, lavabi e spazi di lavoro fa parte della sicurezza». Secci illustra alcune lacune: «Ci sono estintori inscatolati ancora nel magazzino e non posizionati. Mancano le maniglie antipanico, i condizionatori sono spenti per scarsa potenza installata, le tapparelle sono bloccate e molte pareti degli ambulatori non sono a norma. Se una struttura è ancora in fase di attivazione progressiva, questo va comunicato con precisione».

I sindaci

Ignazio Zara, sindaco di Bauladu: «I miei cittadini si rifiutano di raggiungere Tramatza, del resto non è stato pensato un modo per il trasporto dei pazienti, che sono costretti a rivolgersi all’unico medico che abbiamo una volta a settimana dalle 9 alle 14. Il dottore, un vero eroe, sta ricevendo anche 90 pazienti al giorno. Le Case di comunità servono se sono organizzate bene».

Da Bonarcado interviene la sindaca Annalisa Mele, anche medico con 1.800 pazienti tra il suo paese e Seneghe: «Le Case di comunità dovevano essere aperte quando tutto era in ordine e terminato. Per quanto riguarda i trasporti per i pazienti che devono rivolgersi alla struttura alla fine saremo noi, come Unione dei Comuni, a dover intervenire».

Uras e Arcidano

A Uras gli ambulatori dell’Asl sono stati ristrutturati ma i medici non ci sono e i cittadini sono costretti a recarsi ad Arcidano, dove l’ambulatorio è aperto una volta alla settimana. Il Comitato Unisal ieri mattina ha inviato una nota all’Asl per segnalare che ai cittadini stanno arrivando informazioni fuorvianti. «Il numero unico di continuità assistenziale 116117 continua a indicare il servizio Ascot di Uras come attivo a partire dalle 9 - si legge nella nota - Tuttavia la sede risulta priva di personale medico in servizio. Chiediamo di istruire tempestivamente gli operatori affinché forniscano informazioni corrette, di esporre i cartelli informativi all’esterno dell’ambulatorio, di includere in tali comunicazioni gli orari degli Ascot dei Comuni limitrofi». Il caso di Uras poi sbarcherà in Consiglio regionale. Emanuele Cera è il primo firmatario dell'interrogazione urgente depositata ieri e dall'intero gruppo consiliare di Fratelli d'Italia.

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