Aritzo.

Casa di riposo, addio alle suore 

Gestione alla Sanitylab: tra gli imprenditori Felleca, ex patron del Como calcio 

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Si apre un nuovo corso per la comunità alloggio Sant’Ignazio di Aritzo. Dopo oltre trent’anni, le suore del Buon Pastore lasciano la struttura. Da alcuni giorni l’ingresso della società Sanitylab srl che si occuperà della gestione per i prossimi 12 anni. Nella cordata di imprenditori spiccano i nomi di Roberto Felleca, un passato da presidente del Como calcio e Foggia, Gianni Pitzolu, Lazzaro Argiolas e Antonello Sanguinetti. Preservati i 12 posti di lavoro garantiti dalle religiose, con varie professionalità del territorio fra operatori socio sanitari, manutentori e autisti, a fronte di 35 ospiti.

Il potenziamento

«L’idea è partita circa un anno fa entrando in contatto con l’ordine religioso che ha seguito per decenni il servizio, col coordinamento della superiora suor Giuseppina», dice Roberto Felleca. Precisa: «Non è solo una questione di business. L’obiettivo vuole essere quello di tutelare i diritti delle persone fragili, tra cui diversi anziani già ospiti della Sant’Ignazio che puntiamo ad implementare di almeno altre 60 unità». Sul potenziamento dei servizi Felleca sottolinea: «Abbiamo assunto altri 4 dipendenti del territorio, fra oss, generici e una coordinatrice. Si aggiunge la figura del medico che sarà periodicamente in struttura insieme all’educatore che si dedicherà alle attività ricreative e sociali».

Il progetto

Il progetto di Sanity Lab è più ampio e guarda a tutta l’Isola. «Insieme agli amici Pitzolu, Sanguinetti e Argiolas gestiamo già strutture a Pozzomaggiore, Seneghe, Bosa e Bonorva. Il tassello mancate della Barbagia era essenziale». Novità sui costi delle rette, rivisti dalla società. «Abbiamo dovuto limare il tutto, per via dei canoni di gestione e l’implementazione del personale ora potenziato con delle figure professionali - dice Gianni Pitzolu -. La nostra collaborazione sarà massima anche con Asl e i Servizi sociali del Comune».

Il sindaco

Paolo Fontana ringrazia le suore del Buon Pastore per il lavoro svolto: «Sono state una presenza costante per la comunità rappresentando un tassello essenziale per la cura di anziani e persone fragili. Continueremo a sostenere chiunque lavori per la tutela del sociale in un paese che oltre alla Sant’Ignazio vede un’altra struttura privata, il centro Aias e una comunità per minori non accompagnati».

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