Selargius.

Cappai, palla al centro: «Il futuro è civico» 

Il consigliere autonomista attacca: «La città è tornata indietro di dieci anni» 

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L’ingresso nel Municipio di Selargius nel 2022, con la maggioranza, quasi due anni dopo il salto nei banchi dell’opposizione. Alberto Cappai, ex Udc e ora capogruppo del movimento Autonomisti sardi, attacca sindaco, Giunta e presidente del Consiglio. E lancia l’idea di una coalizione civica per le Amministrative del prossimo anno, senza escludere una sua possibile candidatura a sindaco.

Pochi giorni fa l’ennesima mozione di sfiducia al presidente Tonino Melis, anche stavolta respinta: si poteva evitare?

«No, fra l’altro anche qualcuno della maggioranza ha votato per la revoca, segno che il malumore è evidente anche nell’altra ala del Consiglio».

Questo Consiglio rischia di essere ricordato solo per i litigi e gli insulti.

«Concordo. Oggi abbiamo un sindaco potestà che ha spostato troppo a destra l’azione amministrativa, dimenticandosi che Selargius è sempre stato un paese moderato. Il fatto che lui per 7 anni abbia mantenuto ad interim una delega importante come l’Urbanistica la dice lunga sul suo ruolo di accentratore».

La responsabilità dei litigi però è anche della minoranza.

«La responsabilità è bipartisan, se dalla maggioranza non c’è collaborazione è ovvio che manchi anche dalla nostra parte».

Da consigliere di maggioranza a accanito oppositore della Giunta Concu e degli ex alleati: cosa è cambiato rispetto al 2022?

«Sono venuti a mancare i presupposti che mi avevano portato ad appoggiare la candidatura di Concu. Poi è diventato impossibile poterci lavorare assieme. Ha disatteso le sue linee programmatiche e spostato su sé stesso l’azione amministrativa. È un uomo solo al comando, e i sindaci factotum non mi sono mai piaciuti».

Voci di corridoio dicono di uno strappo dopo il no del sindaco alla sua richiesta di un assessorato, allora in quota Udc.

«Non ho mai chiesto una delega per me. Vero è che alla morte del mio segretario politico regionale, Giorgio Oppi, il sindaco è venuto meno a dei patti che con lui aveva siglato, non con me. In politica gli accordi elettorali si rispettano, Concu non lo ha fatto e io da uomo di partito ho alzato la voce».

Un giudizio sul sindaco Concu?

«Ha pensato troppo a sé stesso negli ultimi anni, ha avuto in eredità un gioiello che non ha saputo curare. E oggi Selargius, mi dispiace dirlo, è tornata indietro di almeno dieci anni perché non è riuscita a inserirsi all’interno dell’area metropolitana di cui facciamo parte solo sulla carta».

Sulla Giunta?

«Salvo la dedizione di alcuni assessori, non è stata in grado di raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati nelle linee programmatiche del 2022».

Manca quasi un anno alle elezioni e non si intravede un'alternativa al centrodestra.

«Semmai è il centrodestra che non esiste più. Ha perso il centro ed è rimasta solo la destra, i moderati sono lì solo come sigle. Un’alternativa ci sarà eccome, personalmente penso a una coalizione civica moderata, democratica, progressista e autonomista, in contrapposizione alla destra».

Oggi però c’è una minoranza spaccata.

«Non la penso così. Io vedo un’opposizione a forte trazione sardista con Autonomisti sardi e Selargius cambia, a cui fanno seguito i partiti progressisti e democratici».

È possibile una sua candidatura a sindaco?

«Nella vita non si sa mai, e in politica ancora meno. Credo però sia prematuro parlare oggi di candidature, serve confrontarsi su temi e programmi per migliorare la città».

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